TRENTASETTESIMA PUNTATA

Jen si rigirò nel letto, le fresche coperte fasciavano il suo corpo. Uno spiraglio di luce passo attraverso la finestra svegliandola dolcemente. Jen aprì gli occhi e guardò Roger addormentato accanto a lei. Si avvicinò sussurrando all' orecchio "Buongiorno" e lo baciò sulle labbra.
Lui sorrise ad occhi socchiusi, prima di muoversi. Con un braccio l'attirò a sé.
"Buongiorno a te..." le disse a mezza voce ricambiando il bacio. Poi fece un profondo respiro. La pelle di Jen aveva un profumo particolare. La guardò in viso. "Dormito bene?.... Per il poco che abbiamo dormito, almeno!..."
Sul volto di Jen si formò un sorriso solare e sincero "Benissimo, oserei dire...... e tu? Tu? dormito bene?" Jen gli si avvicinò.
"Ho dormito splendidamente!" disse Roger accarezzandola. "Sei molto bella, Jen, lo sai?..." Ora, con la luce del mattino, vedeva molto più chiaramente di quella notte, quando aveva lasciato cadere ogni freno inibitorio e aveva dato ascolto solo ai propri sensi. Però il desiderio di lei non era scomparso...
"Allora.....non ti è dispiaciuta la mia sorpresa di ieri sera!! sbaglio??" Jen appoggiò la testa sul petto dell'uomo.
"Ne dubitavi?!..." Roger rise piano. "Credevo di averti dimostrato esplicitamente quanto ho *gradito* la tua sorpresa, tesoro!!!" Le sollevò il mento e la baciò di nuovo, con grande passione.
Jen accolse il bacio dell'uomo, poi si staccò tenendo il viso vicino al suo "Io......io ti desidero pazzamente!"
Roger la spinse indietro, sempre tenendola stretta e la rovesciò sulla schiena, pesandole addosso. "Anche io!..." E iniziò a baciarla nell'incavo del collo, scendendo fino al seno mentre le sue mani le accarezzavano le braccia e le spalle... Poi con un ginocchio si insinuò fra le gambe di lei. "Potremmo trovare qualcosa di molto piacevole da fare, invece della colazione..."
Jen rise "Oh!! davvero??? e vediamo.....cosa avresti in mente???"
"...Prova ad indovinare...!" Sorrise Roger mentre le sue mani la stringevano ai fianchi. "Non è la stessa cosa che hai in mente tu?..." E le prese di nuovo la bocca.
"OH!!! Puoi scommetterci....potrei passare tutta la giornata a fare l'amore con te!" Jen si alzò repentinamente, bloccando la schiena di Roger al letto e sedendosi sopra di lui. Ancora una volta era dentro di lei. Il corpo di Jen si muoveva armoniosamente.
Roger Si lasciò di nuovo trasportare dai sensi. Jen era una amante appassionata, e il suo corpo vibrava. La prese con ardore, dimenticandosi di tutto ciò che esisteva fuori dalla porta di quella stanza, dimenticando il fatto che fino a qualche mese prima quella ragazza era per lui come una figlia. Ora invece era una donna... Una donna che riusciva a fargli perdere il controllo.
"Jen..." mormorò.


Amanda si era svegliata con un terribile mal di testa!!!!!
La sera prima......... Oh! La sera prima era stata a dir poco spaventosa.
Era andata all'appuntamento....... ovviamente..........
Con 'lui' non si poteva scherzare. E poi non poteva permettere che Roger scoprisse il suo segreto............
Si guardò allo specchio. Aveva delle bruttissime occhiaie e impiegò circa mezz'ora per coprirle con il correttore stick!
Poi si vestì e lasciò la sua stanza.
Passò davanti alla camera di Jen e istintivamente provò a bussare. Aveva proprio voglia di parlare un po' con lei.......
Attese alcuni minuti e bussò di nuovo. Ma non ottenne nessuna risposta.
«Strano........» si disse guardando l'orologio. «Possibile che dorma ancora a quest'ora??!!»
Scrollò le spalle. Poi scese in sala per la colazione.......

Jen lasciò la camera di Roger e si diresse verso la sua. Era stata una notte memorabile, Jen sapeva che Roger non poteva resisterle e anche lei non riusciva a non provare passione per quell'uomo. Era tutto lì: PASSIONE, nient'altro.
Entrò in camera, si cambiò e scese per la colazione. Appena entrata nella sala vide la madre.
"Mamma!!" Jen la guardò con soddisfazione "Buongiorno!!" le diede un bacio affettuoso sulla guancia "Passata bene la notte??"
Amanda accarezzò il volto della figlia. Era incredibile come fosse passato il tempo e come fosse diventata grande. Era una donna ormai e lei ancora ricordava quando Jennifer era una bambina...
"Sì tesoro" mentì con un dolce sorriso. "Molto bene grazie. E tu?”
"Oh!! Mammina... ho dormito come un sasso!"
“Spero che in questi giorni non ti stia annoiando troppo............ Dovresti fare amicizia con qualcuno.... Non credi?"
Jen la guardò "No... non credere... non mi sono annoiata molto, avevo del lavoro da finire e ne ho approfittato!""Io sono contenta se tu sei contenta -Jen cara." Fece un piccolo sospiro. "Sono
tua madre e voglio solo che tu sia felice!!!!!"
"Non preoccuparti per questo mamma...... io sono molto felice!”

Quando Jen ebbe lasciato la sua stanza, Roger si lavò e si vestì.
Jen aveva il potere di fargli perdere la cognizione del tempo! Quella ragazza era pura dinamite!... Ed era una follia pensare che la loro fosse una 'storia'. Ma... Era bello stringerla fra le braccia. La
passione che li univa era una cosa che Roger aveva sperimentato solo un'altra volta nella sua vita.
Ma lui non era un ingenuo. Aveva davvero voluto bene a Jen, ma quello che stava accadendo ora non aveva niente a che fare con l'amore o con le crisi di mezz'età. Non era normale. Ma lui non voleva che fosse 'normale', e sapeva benissimo che qualsiasi cosa ci fosse ora tra lui e Jen -ed era ormai fin troppo chiaro che *qualcosa* c'era!- non poteva essere vissuta alla luce del sole. Perché lui era sposato con la madre di Jen!
A proposito!
Doveva scendere a colazione, o Amanda avrebbe sospettato che ci fosse qualcosa che non andava. E voleva evitare scenate, per il momento.
Nel corridoio incontrò Harriet e la salutò con un sorriso. "Buongiorno. È andato tutto bene per sua cugina? Il mio amico Leo si è comportato bene?..." le chiese.
"Oh, signor Roger!!! Sì sì, grazie! È andato tutto benissimo! Il signor Leo ha fatto uno splendido lavoro!..." disse Harriet ricambiando il sorriso. "Adesso Virgie non è a casa, ma lei e il signor Leo hanno un appuntamento tra qualche giorno per andare in giro per concessionari."
"Ah, bene...! Sono contento. Più tardi telefonerò a Leo per congratularmi con lui." Roger dissimulò un sorriso ironico al ricordo di Virgie imparruccata. "Scendo in sala per la colazione. Per qualsiasi
cosa, non si faccia scrupolo, mi avverta, va bene?"
"Sì, certo, signore. Come lei desidera..." Disse Harriet, lanciandogli uno sguardo come di chi la sa lunga, e allontanandosi nella direzione opposta a quella di Roger.

Pochi minuti dopo, con l'aria più tranquilla di questo mondo, Roger entrò nella sala. Amanda e Jen erano già lì. Lui si avvicinò sorridendo a sua moglie e la salutò con un bacio. "Buongiorno, cara." La guardò per un lungo momento in volto e notò che si era truccata più pesantemente del solito. Ma preferì non fare commenti.
"Buongiorno amore mio!........." Amanda si sforzò di sorridere a Roger e di mostrarsi allegra per quanto non ne avesse la minima voglia.
Poi lui si volse verso Jen. "E buongiorno anche a te, tesoro." Lo sguardo che le aveva dato era carico di sottintesi ma conteneva anche un muto avvertimento: 'comportati bene davanti a tua madre!'...
"Buongiorno Roger!! Sei in forma stamani!!" Jen sorrise e si versò da bere.
Roger si versò una tazza di caffé e si riempì il piatto di ciambelline al miele. "Ah... buonissime!!! La nostra cuoca è davvero la migliore del mondo!..." Esclamò Roger, di ottimo umore. "E io questa mattina, non so perché, ma sono davvero affamato!!..."
E addentò una ciambella, sorridendo candidamente alle due donne.
Jen ricambiò il sorriso.

Amanda distolse lo sguardo concentrandosi sul suo pane tostato (Non voleva che Roger si accorgesse che aveva i segni di una brutta nottata sul volto! Lui era troppo perspicace!!) ma
la mente era altrove e invece di spalmare la marmellata di fragole prese invece quella di arance che odiava!!!!!! Fece finta di nulla e posò la fetta nel piatto con aria nervosa. Prese dell'altro pane e la marmellata giusta. Poi con un profondo respiro diede il primo morso. Non sentiva alcun sapore e per la verità aveva lo stomaco chiuso............
"Roger caro......." disse poi "Verrai in ufficio anche oggi? Posso accompagnarti in auto senza problemi se non ti senti ancora abbastanza in forze da guidare........ E poi ci sono un paio di affari sui quali ho bisogno del tuo parere........."
Roger sollevò le sopracciglia in una espressione vagamente sorpresa.
"Mi spiace, tesoro! Non te lo avevo detto?..." Scosse la testa. "Oggi ho parecchi impegni e ho anche un appuntamento a pranzo. Quindi non posso venire in ufficio. Ma... sei davvero molto cara a preoccuparti per la mia salute! Ti assicuro che adesso sto molto meglio, e penso di poter riprendere a guidare la mia auto. Comunque non vorrei mai disturbarti... Mi dispiace per quegli affari di cui volevi parlarmi. Si tratta di cose urgenti?"
"Oh........ Ma........ Mi sembra normale preoccuparmi per la salute di mio marito!!!!!" Amanda era delusa che Roger non avesse intenzione di andare all'ufficio quel giorno. Ma del resto essendo che era il 4 Luglio anche la Spaulding avrebbe osservato la festività e sospeso il lavoro a metà giornata.
"Naturalmente quegli affari non sono urgenti. Possono aspettare........."
Ma il suo problema non poteva aspettare. Quello no!!!!!!
"Ebbene vorrà dire che festeggeremo il giorno dell'Indipendenza insieme! Stanotte ci saranno i fuochi d'artificio al Phillips Park. Potremmo andarci! Sarebbe ora che ci mostrassimo in pubblico con la famiglia riunita........ non credete anche voi?!........"
"Splendida idea!!..." Roger annuì. "Naturalmente prima dovremo andare alla festa al Lighthouse. Sono sicuro che ci divertiremo molto, tutti insieme. Certo, non sarà come quei noiosi barbecue dai Bauer, a Springfield."
All'improvviso, Roger sentì una specie di brivido. Il barbecue dei Bauer. Il suo sguardo si velò, perdendosi nel vuoto per un secondo.
Ed Bauer, il suo vecchio rivale, era a Springfield ora. E certamente al barbecue, quell'anno, Ed sarebbe stato insieme ad Holly.
Era la prima volta, da tanto tempo, che permetteva di nuovo al pensiero di Holly di turbare il suo stato d'animo. Ma non doveva pensarci. Quel capitolo della sua vita era chiuso.
Holly era lontana. Probabilmente non si sarebbero rivisti mai più.
E nella sua vita presente c'erano Amanda... E Jen!...
Allora, perché provava all'improvviso quel sapore amaro in bocca?...

Ormai mancava davvero poco. Melody si sentiva battere forte il cuore per l'eccitazione, anche se il suo medico le aveva detto che doveva fare di tutto per tenere l'ansia sotto controllo.
Ma come poteva contenersi?...
Tra poche settimane, forse addirittura entro pochi giorni, il suo bambino sarebbe nato!...
Era così felice all'idea di poterlo finalmente stringere fra le sue braccia, dopo averlo tenuto dentro di sé per nove lunghi mesi, che a stento riusciva a restare calma.
Aveva già comprato per lui tutto quello di cui poteva avere bisogno e aveva arredato una cameretta dell'appartamento che aveva affittato lì a Chicago, decorandola in azzurro, verde pallido e bianco. Aveva anche comprato dei giocattoli e dei vestiti. Non aveva saputo resistere!...
E ora aspettava con ansia, provando una infinita gioia quando lo sentiva muoversi nel suo ventre. Anche lui era ansioso di venire al mondo.
"Anche tu, piccolino mio, sei ansioso di conoscere la tua mamma, non è vero?!..."

FINE TRENTASETTESIMA PUNTATA