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QUARANTESIMA
PUNTATA |
| "Ecco... Questo
è il posto in cui ho vissuto in tutto questo tempo! Che te ne pare?"
esclamò Kyle sedendosi sul divano, giù nel sotterraneo. Jessie si guardava attorno incredula. "È come in un film di James Bond! Anzi, è anche meglio!..." Si sedette accanto a lui. "Ho sempre pensato che la villa di Roger potesse nascondere un segreto, ma nemmeno la mia fervida fantasia avrebbe mai potuto immaginare tutto questo. È proprio una base segreta!" Erano seduti vicini, ma non si guardavano. Rimasero in silenzio per alcuni istanti persi ognuno dietro i propri pensieri. Poi iniziarono a parlare insieme. "Kyle..." "Jessie..." Si guardarono e scoppiarono a ridere. Lei lo guardò. Era diverso ora, Kyle. Sembrava molto più sereno. E rivederlo dopo tanto tempo le fece capire che le era mancato molto. Lui osservò il volto di Jessie, i suoi dolci occhi azzurri. Sapeva che non poteva più nascondere quello che provava per lei. Con una mano le accarezzò i capelli. "Sei molto bella, lo sai?..." Lei abbassò lo sguardo. "Grazie..." Poi si morse un labbro. Rivedere Kyle le aveva fatto dimenticare tutto il resto. Ma all'improvviso si ricordò che erano entrambi in pericolo. Sospirò. Forse Roger le aveva fatto portare dei vestiti perché aveva intenzione di nascondere anche lei in quel rifugio segreto. Sarebbe stata la soluzione perfetta. Nessuno li avrebbe mai trovati laggiù! Ma... Quello significava che... Avrebbe dovuto vivere insieme a Kyle?! Il battito del suo cuore accelerò di nuovo, e la testa le girò. Da quando Roger le aveva telefonato, quella mattina, le era sembrato di essere sulle montagne russe!... Tutto stava succedendo così in fretta! "Kyle, ascolta..." disse piano. "Tu hai saputo... voglio dire... tu hai saputo cosa è successo di recente?" "Se ti riferisci alle minacce che ti hanno fatto, e all'incidente che hai avuto, sì. Roger mi ha raccontato tutto. E mi è sembrato di impazzire, perché non potevo aiutarti. Ma ora è tutto finito." "Io ho avuto molta paura." Gli occhi della ragazza si erano riempiti di lacrime. "Hanno ucciso uno dei miei cani, e l'altro è morto di crepacuore." Si strofinò il naso con il dorso della mano. "Quegli uomini... volevano che io li portassi da te. Non mi hanno voluto credere quando ho detto loro che non sapevo niente!!" Lo guardò piangendo. "Però ti giuro, Kyle!! Se anche avessi saputo dove tu ti nascondevi, non ti avrei mai tradito!!... Non lo avrei fatto mai!! Devi credermi!!" |
| "Sì, ti credo." Kyle cercò un
fazzoletto nella tasca e con quello, con estrema delicatezza, asciugò
le lacrime di lei. Il cuore gli batteva sordamente in petto. "Perdonami...
Jessie, ho bisogno del tuo perdono!!!" "Cosa.. Cosa stai dicendo?" disse lei sopraffatta dall'emozione. Kyle sospirò. "Mi dispiace che tu abbia dovuto soffrire tanto. Ed è stata tutta colpa mia. Ti ho messa io in questa terribile situazione, e credimi, non riesco a perdonarmelo." "No... Ascolta... Non è colpa tua!..." cercò di obiettare lei. "Sì, invece!" Lui si alzò in piedi di scatto e iniziò a camminare avanti e indietro. "Non capisci? Sei stata coinvolta solo perché mi conoscevi." Jessie si alzò a sua volta e gli andò vicino, lo prese per le spalle. "Smettila! Tu non c'entri niente. Non sei stato tu a uccidere la mia cagnolina, non sei stato tu a manomettere i freni della mia macchina, e non sei stato tu a minacciarmi!" "Jessie!..." "No no no! Non voglio sentire certi discorsi." La ragazza scosse la testa e un'altra lacrima rotolò giù sulla sua guancia. Kyle istintivamente la strinse fra le braccia. "Ti prego, non piangere più. Non voglio più vederti piangere!" E poi si rese conto di quello che stava facendo. Quella era la prima volta che la teneva così vicina. La lasciò andare, spaventato dalle sue stesse sensazioni. Jessie era una ragazza pura, innocente. E lui invece... Si allontanò. Nella sua vita, anche se era ancora tanto giovane, aveva fatto delle cose non edificanti. Cose di cui adesso si vergognava. Se Jessie lo avesse saputo... Strinse i denti. Non avrebbe sopportato di essere guardato da lei con disprezzo e con orrore. Ma quello era il suo passato. Era un Kyle diverso. Ora lui era cambiato e non avrebbe più fatto gli stessi sbagli. "A cosa stai pensando?" Chiese lei. "Ai miei errori..." mormorò lui. "Allora non pensarci più." Jessie gli andò vicino. Era chiaro che Kyle si stava tormentando con cattivi pensieri. Ma lei non sopportava di vederlo soffrire. Gli posò una mano su un braccio, dolcemente. "Ti prego Kyle... Io..." Tacque. Cosa stava per dirgli?... Non era sicura nemmeno lei, ma quella situazione era così strana. Il ragazzo era trasalito al tocco di lei. "Tu non capisci, Jessie... Io non voglio! Non voglio farti ancora del male. Darei la mia vita per te. E invece so che soffrirai ancora. E sarà sempre per colpa mia." |
| "Hai ragione," disse Jessie. "Non capisco.
Perché dici che mi farai soffrire?" "Perché adesso sarai costretta a nasconderti, e dovrai lasciare le persone che ti sono care. Ed è tutta colpa mia." Jessie sospirò. Allora aveva indovinato. Roger aveva organizzato le cose in modo che lei si potesse nascondere lì alla villa. Beh, certo era un grosso cambiamento. Ma lei capiva che era necessario. E poi certamente sarebbe stato solo per un breve periodo di tempo, e poi tutto sarebbe tornato a posto. Guardò Kyle cercando di dimostrarsi incoraggiante. "Ma è solo per questo? Oh, come sei sciocco!" Si sforzò di ridere. "Dobbiamo avere pazienza. Le cose si aggiusteranno! Roger ci aiuterà. Io non sono più una bambina. Non ho paura di dovermi nascondere. Sarà... Sarà divertente. Come un gioco!..." Kyle la guardò tristemente. Non era un gioco. E lui non sapeva come dirglielo. "Jessie..." Ricordò le parole di Roger. Per salvarsi avevano solo una possibilità: dovevano lasciare Aurora. E Kyle avrebbe dovuto prendersi cura di lei. Jessie era meravigliata. "Perché mi guardi così?..." Lui scrollò le spalle. "Perché ti amo." Lo disse così, semplicemente, perché non c'era un altro modo di dire la verità. E poi perché lui voleva che lei conoscesse i suoi sentimenti. La ragazza rimase senza parole. Sbatté le palpebre. "Cosa... hai detto?..." "Ho detto che ti amo, Jessie. Non mi hai sentito?... Ti amo. Da molto tempo, ormai." Lei rimase immobile, quasi senza respirare. "Non dici niente?..." chiese Kyle, nervoso. Ora che aveva messo sul tavolo le sue carte, voleva sapere se aveva speranza di vincere la partita. "Non... Non so cosa dire." Jessie sentiva il cuore a mille. "Beh... Tanto per cominciare potresti dirmi cosa provi tu per me." Ma lei non disse nulla. Allora lui con un gesto brusco si liberò della mano di lei che ancora lo teneva per un braccio. "Lascia perdere. Ho capito benissimo!" Le voltò le spalle e andò a sedersi di nuovo sul divano, restando a guardarsi cupamente le scarpe. In quel momento sentiva il mondo crollargli addosso. Ma cosa aveva sperato? Come era stato ingenuo! Credeva forse che Jessie avrebbe potuto essere innamorata di lui?... Follia. Ridicolo solo il pensarlo! "Kyle, io... Io... Sta succedendo tutto troppo in fretta. Io sono confusa. Ti prego, cerca di capire" lo supplicò lei. "T'ho già detto che ho capito. Basta! Non parliamone più. E dimentica quello che ho detto!!" Lei lo guardò, ferita da quel tono ruvido. "Vuoi... vuoi dire che non è vero?..." chiese. "Che mi hai detto una bugia?" Kyle ebbe la tentazione di dirle di sì. Era arrabbiato e la rabbia che provava aveva bisogno di essere tirata fuori. Tutto quel tempo nascosto lì sotto, a pensare a lei, lo aveva reso debole. Era diventato una donnicciola? Aprì la bocca per dirle *Sì, ti ho mentito!!! Io non ti amo!!!* ma incrociò gli occhi di lei e si perse in quel blu. Respirò a fondo. "Non ho mentito." Aveva parlato seccamente. "Ma è meglio lasciar perdere!" |
| "Ma io non
voglio lasciar perdere." Jessie si tormentò le mani. "Oh,
perché?! Perché non può essere come con Elijah?!..."
Con lui era stato più semplice. Jessie si era sentita attratta
da Lij, ma quando aveva dovuto rinunciare a vederlo si era resa conto
che non provava nulla per lui. Era un altro ragazzo che lei voleva accanto
a sé. Ma con Kyle era tutto così difficile. Perché?!... "Elijah?!..." Quel nome fece scattare una molla nella testa del giovane. E all'improvviso tutto gli apparve chiaro. La rabbia lasciò il posto alla gelosia. Jessie era innamorata di Elijah!!! Si sentì morire. Era proprio stato un idiota. Si alzò in piedi e con due rapide falcate raggiunse Jessie. La prese per le braccia e la scosse. "Immagino che tu vorresti che ora ci fosse lui qui con te. Ma mi dispiace, dovrai accontentarti di me!!" In quel momento immaginò Jessie e Lij insieme. Li vide mentre si sorridevano, mentre si baciavano, e la gelosia crebbe. "Sei stata con lui?! Dimmelo! Sei stata con lui?... Lui ti ha baciata? Hai fatto l'amore con lui?" "Ky.. Kyle!! Cosa dici? Lasciami. Lasciami subito!!" esclamò la ragazza, piena di vergogna. Ma lui non la lasciò questa volta. Anzi la strinse più forte. Poi pensò che, se Lij aveva baciato Jessie, allora anche lui aveva il diritto di farlo. Anzi, lui aveva molti più diritti di quel ragazzo che era arrivato in città solo da pochi mesi. Lui conosceva Jessie da anni. Jessie era SUA. Si avvicinò alla bocca di lei e la baciò rabbiosamente. Ma Jessie, spaventata, girò la testa di lato. "No!" gridò. "Lasciami! Lasciami!..." Era spaventata. Non sapeva cosa avrebbe fatto lui, ma dentro di sé era sicura che Kyle non l'avrebbe lasciata andare. Roger non era lì. Chi avrebbe potuto aiutarla?... Ma, invece, in quel momento, Kyle la lasciò andare. Era diventato pazzo?!... Che cosa aveva fatto?... Si allontanò da lei e poi fatti pochi passi colpì con rabbia un abat-jour di ceramica che era posato su un mobile, gettandolo a terra e facendolo andare in pezzi. Jessie lo guardava sconvolta. Il lato violento del carattere di Kyle l'aveva sempre terrorizzata ed era per quello che il suo cervello le suggeriva di stare alla larga da lui. Ma il suo cuore parlava una lingua diversa. "Tu... ami Elijah... Dovresti andare da lui," disse Kyle. |
| La voce di lui le
giunse come una lontana eco. E in quel momento fu come se qualcuno avesse
sollevato un sipario. Jessie lo guardò. Kyle era geloso di Lij.
E quella era la spiegazione per quella reazione violenta. Inghiottì un po' di saliva. "Kyle...?" lo chiamò. Ma lui continuava a darle le spalle. Non sapeva come, ma doveva fargli capire. Si sentiva stranamente coraggiosa, d'un tratto. Gli andò vicino. "Kyle." Lo chiamò di nuovo. "Stai lontana da me!" Lui si mosse di scatto, appena l'aveva sentita avvicinarsi. "Che cosa vuoi, Jessie? Non hai visto cosa ti stavo facendo poco fa?… Io sono così. Dovresti avere paura di me!!! Stammi lontano. È meglio per tutti e due." Lei scosse la testa. "Ho avuto paura di te. Sì, ho avuto paura. Poco fa mi hai spaventata. Ma ora no. Non più," disse. Era lei che doveva fare il primo passo?... Jessie se lo chiese. Non sapeva cosa doveva fare. Non sapeva come doveva fare. E lasciò che allora fosse l'istinto a guidarla. Lo abbracciò. "Jessie... Jessie, no!" disse Kyle. "Shhh..." fece lei. "Non parlare." Gli sorrise timidamente. Poi socchiuse le labbra e lo baciò sulla bocca. Tremava. Ma Kyle rimase immobile. La ragazza si staccò, e lo guardò interrogativamente. "Mi... Mi dispiace. Io... Non so baciare," disse arrossendo. Ci riprovò ancora e cercò di unire le loro bocche una seconda volta, ma lui la fermò. "Che cosa stai cercando di fare, Jessie?" le chiese. "Sto solo cercando di farti capire... che anche io ti amo, Kyle!" esclamò lei esitante. Il ragazzo la fissò severamente. "Tu non ami me. Tu ami Elijah Wood!!..." "No. Io non amo Elijah. Non l'ho mai amato. È vero, sono stata attratta da lui. Perché è un ragazzo molto simpatico, e dolce. Ma… Non potevo innamorarmi di lui. Non potevo innamorarmi di nessun altro. Perché... Perché ero già innamorata di te!" Kyle era sbalordito. Voleva disperatamente credere a quello che lei diceva, ma aveva paura di illudersi. Poi la vide sorridere. "Dimmi che è vero. Dimmi che non sto sognando." "Posso ripeterlo, sai? Io ti amo, signor Kyle McBride!" Negli occhi di Jessie c'era una luce sincera e maliziosa. "E adesso che ti ho detto cosa provo per te... Mi potresti baciare, per favore?" Lui non ebbe bisogno di farselo ripetere una seconda volta, e la circondò con le braccia attirandola a sé. E la baciò dolcemente. Quando si separarono, lui la tenne stretta sul petto. Rise. "Jessie... Jessie..." mormorò. Era vero. Era tutto vero! "Cosa c'è?" chiese lei, cullata da quell'abbraccio. "Dovrò davvero insegnarti a baciare!..." e le sfiorò con le labbra la punta del naso. "Oh! Non devi prendermi in giro!..." Kyle divenne serio. "Mai. Non lo farò mai." "Sai una cosa?..." Jessie socchiuse gli occhi. "Cosa?" "Sono tanto felice!..." |
| Roger entrò in quel momento e li vide abbracciati.
"Bene," disse per palesare la propria presenza. "Vedo che
avete fatto progressi." Sorrideva con l'aria di chi la sa lunga. "Oh, Roger!" disse Jessie mentre si scioglieva dall'abbraccio di Kyle. "Sono contenta. Adesso sono sicura che mi troverò bene qui, insieme a Kyle." "Qui?..." Roger guardò prima la ragazza poi il ragazzo. "Temo che ci sia un equivoco. Kyle, non glielo hai detto?" "Io... ehm... non ne ho avuto il tempo..." fece Kyle imbarazzato. Jessie corrugò la fronte. "Dirmi che cosa?" "Che voi due non potete restare qui. Ho appena parlato con il mio amico. È tutto pronto. L'aereo vi aspetta." "Aereo?..." lei guardò Kyle confusa. "Che cosa significa?" "Avrei dovuto dirtelo. Noi dobbiamo andarcene da Aurora. Restare qui sarebbe troppo pericoloso." "Ma non capisco! Possiamo nasconderci qui, in questo sotterraneo! Saremmo al sicuro e staremmo bene!" Roger scosse la testa. "Ma Jessie, ti rendi conto di quello che dici? Vorresti vivere qui, come una sepolta viva per il resto della tua vita?! Sei giovane, che razza di vita faresti qui?" Jessie era attonita. "Ma... Ma... Si tratta solo di un po' di tempo..." "Quanto tempo?!" Continuò Thorpe. "Io potrei nascondervi qui, certo. Non c'è problema. Per me potete restare tutto il tempo che volete. Ma... Quegli uomini che vi minacciano non si fermeranno. E noi non sappiamo come fare per fermarli." Gli occhi di Jessie si spalancarono facendo sembrare il suo viso ancora più minuto. La realtà si stava facendo strada dentro di lei. "No... Non è vero..." Avrebbe dovuto lasciare tutto... Sua madre... E anche Jake. Lacrime tornarono a bruciarle dentro. "Non voglio andare!" |
Roger si avvicinò a Jessie che sembrava sull'orlo
di una nuova crisi di pianto. "Ascolta, lo so cosa stai provando.
Io so cosa si prova a dover lasciare la propria città non volontariamente.
Ma tu devi pensare a vivere, Jessie. Hai davanti a te una intera vita
da vivere, e hai la fortuna di avere al tuo fianco qualcuno che ti ama
e che tu ricambi. Non sprecare questa possibilità. Io ti ho promesso
che non ti sarebbe accaduto niente di male. L'unico modo in cui tu e
Kyle potete salvarvi è fuggire. E dovete farlo al più
presto." |
FINE
QUARANTESIMA PUNTATA |
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