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Jo
aprì gli occhi e quella mattina vide che Tony era accanto a lei,
come al solito lui non aveva sentito la sveglia e stava ancora dormendo...
"Tony..." Come risposta ottenne una specie di muggito e il ragazzo si girò dall'altra parte... "Sarebbe meglio che ti svegliassi anche perché abbiamo un locale che ci aspetta... e questo locale ci da di che vivere..." Un altro muggito.. "Vabbe' vorrà dire che non farò più nessuno di quei giochetti notturni che ti piacciono tanto." Tony si voltò di scattò: si era svegliato "No no mi alzo mi alzo! Guarda che comunque se non facessi più quei giochetti ci perderesti pure tu...e molto..." "Ah modesto il ragazzo! Comunque vado a preparare la colazione… sbrigati!" Tony la trattenne tenendola per un braccio.. "Non sarà mica una tragedia se arriviamo in ritardo per una volta, se poi è per una giusta causa.." La baciò, attirandola verso di sé. Jo si staccò, non doveva cedere alle tentazioni. "Non mi tentare. Si apre in orario!" "Come sei fiscale… cos'è? Non ti piaccio più? Eppure stanotte..." La baciò di nuovo facendola sdraiare sul letto.... Questa volta Jo cedette alla tentazione... |
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La
telefonata di Leo Flynn, aveva svegliato Roger molto presto quella mattina.
Ma c'erano alcune cose urgenti di cui parlare. La situazione era esattamente
quella che lui aveva sospettato.
"Devi farmi un grosso favore," aveva detto a Leo al telefono. "Ho bisogno di te qui. Se parti subito puoi essere ad Aurora nel pomeriggio." Dopo aver dato al suo amico e avvocato alcuni altri dettagli, e avergli raccomandato di sbrigarsi, Roger si era vestito ed era andato nello studio. Nonostante il tempo incerto non fosse dei più incoraggianti (grossi nuvoloni coprivano il cielo, minacciando pioggia), aveva diversi impegni per la giornata. E quella sera, al Lighthouse, era prevista la serata in onore di San Patrizio. Doveva approfittarne. Senza contare che proprio quello era anche il giorno in cui quel ragazzo dal nome complicato iniziava a lavorare al pub come barman. Doveva tenerlo d'occhio. |
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Joanne
si stava vestendo, erano in ritardo... molto in ritardo... ma non le
importava perché si sentiva bene. |
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Roger
aveva dato appuntamento a Leo al Rebellion's House, un locale che era
molto popolare in città. Leo arrivò puntuale, come d'abitudine
e Roger ne fu soddisfatto. Si sedettero ad un tavolo e ordinarono da
bere due birre. |
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Joanne
era al bancone, e preparava due drink per una coppia appena arrivata...
Quando furono pronti, dato che Tony stava cercando di attaccare bottone
con una ragazza, Jo decise di portarli al tavolo. Si diresse verso i
due piccioncini e posò le ordinazioni.
Tornando verso il bancone scontrò un uomo distinto che stava seduto ad un tavolo con un amico: "Scusi.." Doveva essere un segno del Destino! La ragazza che Roger aveva notato pochi minuti prima, lo aveva urtato. Lui fece un gesto con la mano. "Non si preoccupi..." Sollevò un sopracciglio, rivolgendole uno sguardo ammirato e le sorrise. "E lei, tutto a posto?" "Io sì certo.. volete che vi porti qualcos'altro?" guardò l'uomo e le sembrò di aver fatto colpo... sperò solo di non dover avere a che fare con uno con la mano lunga, gliene erano già capitati e non ci avrebbe messo molto a smontare tutte le sue fantasie.... "No, grazie. La birra è ottima. Come pure l'atmosfera del locale..." Da parte sua, Leo annuì, mentre beveva un altro sorso di birra. "Concordo! Ci vorrebbe anche a Springfield un posto come questo!... Belle cameriere!!..." E strizzò l'occhio a Joanne. "Grazie per i complimenti, ho lavorato molto e ho ottenuto quello che volevo" Joanne usò un tono freddo e distaccato, non erano maniaci.... però erano due farfalloni. Roger inclinò la testa da un lato, guardando il suo vecchio amico. Leo era sempre il solito, non era cambiato di una virgola. Ma il pensiero della città nella quale si erano conosciuti gli fece nascere un commento spontaneo. "Già... per quello che ricordo, al Company è tutta un'altra musica! Ma qui non siamo nella vecchia, polverosa Springfield. Qui siamo ad Aurora, la città delle luci! Qui tutto è diverso." "Allora brindiamo ad Aurora!!" Leo aveva finito la sua birra. "Ne prendo volentieri un'altra, miss... Scusi, qual è il suo nome?..." "Joanne anche se non credo che il mio nome le servirà a qualcosa… comunque le faccio portare la birra.." In quel momento il cellulare di Roger squillò e lui rispose. Dopo aver scambiato poche frasi con l'interlocutore, si alzò in piedi e mise la mano al portafoglio, traendone alcune banconote che posò sul tavolo. "Mi dispiace per la tua seconda birra, Leo, ma la telefonata che aspettavamo è appena arrivata. Dobbiamo andare!..." Leo sembrava deluso, ma non protestò. Si alzò anche lui e scrollò le spalle. "Sarà per un'altra volta!..." "Ma certo!..." Roger sorrise di nuovo, con la sua solita espressione furba. "Ti garantisco che torneremo qui molto presto!..." E mentre uscivano, lanciò un ultimo sguardo verso Joanne, facendole un breve cenno di saluto. Jo stava per dire alla cameriera di portare la birra all'uomo quando vide che i due se ne stavano andando... rispose distrattamente al saluto di uno e tornò al lavoro... |
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Quella
mattina si era svegliato presto. Appena aprì gli occhi si guardò
intorno e all'inizio si sentì confuso. Una parete color crema
era sopra la sua testa e tutto intorno a lui. |
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D'un
tratto gli ritornò in mente la cameriera bionda al pub di Thorpe.
Anche lei aveva l'aria da brava ragazza. Chissà poi se lo era
sul serio. Comunque l'avrebbe rivista presto. |
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La
North Shore Wireless era stata creata 12 anni prima da un uomo che aveva
costruito la sua fortuna praticamente dal nulla. Arthur B. Grahn aveva
molte doti: intelligenza, fiuto per gli affari, ed era un campione a
bridge. Ma a portarlo alla rovina era stato il forse suo unico difetto:
si fidava delle donne. O meglio, si era fidato della
donna
sbagliata. |
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Ma
come osava, quell'uomo??!!...
Mabel lo fissava duramente, la mascella serrata e il volto pallido sotto il trucco perfetto. Era lì, nel suo ufficio, e la stava praticamente minacciando!! Riuscì a dominare la collera, e con un tono di voce incolore affermò: "Lei è stato molto chiaro, signor Thorpe. Ma temo che ci sia stato un terribile malinteso. Posso garantirle che qualunque offerta sia partita dalla North Shore Wireless è stata fatta in totale trasparenza." Roger scosse la testa. "Peccato che le mie informazioni dicano il contrario." Era profondamente seccato da quella faccenda. Quella donna non si rendeva conto con chi aveva a che fare. Lui aveva usato certi trucchetti quando lei era ancora in fasce. "Lei mi sta offendendo." Mabel si alzò in piedi, bella e terribile come l'immagine di una regina offesa. "E per sua norma e regola, ho smesso di fare... *giochetti*... quando avevo cinque anni. Se ha delle prove di quello che afferma, perché non mi ha denunciato?" Anche Roger si alzò, mentre il povero Leo rimase seduto, un po' interdetto, spostando lo sguardo dall'uno all'altra. "Ho tutte le prove che mi occorrono. E ho preferito liquidare la faccenda in privato. Non mi interessa fare scandali. Ma non provi ancora ad incrociare la mia strada, signora Grahn. O qualcuno potrebbe cominciare a chiedersi come abbia fatto il suo defunto marito a lasciare questa valle di lacrime." La voce di Roger non suonò meno dura di quella di lei. "Bene! Credo che non abbiamo più nulla da dirci." Fece un cenno a Leo che si alzò di scatto, rigido ed impettito. Non aveva detto una sola parola, visto che Roger aveva condotto il gioco da solo. Guardò Mabel e distolse lo sguardo. Era davvero molto, molto bella!... Le fece un breve gesto di saluto e seguì Roger fuori dall'ufficio della Vedova Nera. Quando rimase da sola, Mabel andò al mobile bar e si versò un'abbondante dose di whisky. Quel lurido bastardo!!! L'aveva umiliata!... L'aveva trattata come se fosse stata una nullità!!! Nessun uomo, fino a quel momento, aveva osato tanto. Vuotò il bicchiere d'un fiato. Gliel'avrebbe fatta pagare, e con gli interessi. Roger Thorpe doveva ingoiare ogni singola parola che aveva pronunciato quel giorno. Ma... come fare? Doveva scoprire i suoi punti deboli. Ogni uomo ne ha. Però con lui era stato diverso. Era la prima volta, per Mabel, che il suo fascino faceva cilecca. Nessun uomo, prima d'allora, aveva potuto guardarla e restarle indifferente. Per esempio, quel tale... l'avvocato... Sì, come aveva detto che si chiamava? Ah, già! Leo Flynn... Mabel sorrise, sprezzante, riacquistando sicurezza. Quel Leo era tutt'altra faccenda. E adesso sapeva da dove poteva cominciare per prendersi la sua rivincita. Leo Flynn era la chiave che le avrebbe permesso di accedere ai segreti di Roger Thorpe!!!..... |
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Tutto
era pronto, non sarebbe stata una serata diversa dalle altre perché
ogni volta era come una festa....Tony si avvicinò con un sorriso
trionfatore sulle labbra...
"Ce l'ho fatta! Il tuo Tony, gran seduttore, è riuscito a farsi dare il numero di quella bella bionda di prima...." "Bene! Anche io ho fatto colpo su due farfalloni... temo che li rivedremo presto... comunque sono contenta per te!" E lo era veramente perché vedeva che lui era felice. "Ah sì? E non sei gelosa?" "No... perché, dovrei esserlo?" "...No no...era così per sapere se ti dava fastidio..." "Sappiamo tutti e due com'è la nostra situazione, per cui che senso ha essere gelosi? Non lo sono...davvero..." "Ok ok... meglio così, mi dispiacerebbe farti star male..." "Lo so..... ora vai a prepararti!" Ripensava a quei due, quello che aveva chiesto la birra la faceva sorridere perché sembrava che dipendesse molto dall'altro.... e lei non era mai dipesa da qualcuno. E non lo sarebbe mai stata… |
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Elijah
guardò l'orologio. Erano quasi le 19:00. Quindi tempo di avviarsi.
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Dopo
poco era in strada. La serata non era male, e il cielo si era schiarito
parecchio dopo lo sgrullone di pioggia del pomeriggio.
Guardò in alto. Sirio risplendeva nel cielo, ora privo di nubi. La stella più brillante del cielo... La strada era illuminata da tanti lampioni. Era suggestiva a vedersi. Certo che con tutta quell'illuminazione era un miracolo che si vedesse qualche stella. Decise che appena avesse avuto una serata libera se ne sarebbe andato fuori città ad osservare il firmamento...ne aveva davvero voglia. Improvvisamente sentì delle risate alle proprie spalle. Si voltò e vide due ragazze, che non potevano avere più di 18 anni, confabulare tra di loro e guardare nella sua direzione. Una di loro in particolare. Con lunghi capelli castani e dei pantaloni attillati che scendevano perfettamente su dei fianchi niente male. Lo fissava con le guance in fiamme. «Questa sera la biondina al pub non mi sfugge» pensò compiaciuto regalando un sorriso alla moretta che abbassò lo sguardo in evidente stato di imbarazzo. «Voglio conoscerla.» Proprio in quell'istante arrivò l'autobus che attendeva. |
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Dopo
aver lasciato gli uffici della N.S.W, Roger era salito al volante della
sua auto, sempre in compagnia di Leo, e si era diretto verso il Lighthouse.
Non poteva mancare a quella serata. Per quanto, non avesse alcuna voglia
di stare in mezzo alla gente. No, quella sera avrebbe preferito trovarsi
molto lontano da lì...
Ma aveva degli impegni da rispettare, e non si sarebbe tirato indietro. Non lo faceva mai. Arrivarono al locale e videro Nichelle e Francine. Del nuovo barman neanche l'ombra. Roger sperava di non doversi pentire della decisione di assumere -anche se in prova- un ragazzo che conosceva appena e per di più nuovo della città. Le ragazze avevano decorato il locale con grandi quadrifogli di seta e piccoli festoni di varie tonalità di verde brillante. Per l'occasione avevano indossato nastri (anch'essi verdi) tra i capelli. Nichelle lo guardò sorridendo: "Roger... tu non rispetti la tradizione!!" e così dicendo gli sistemò un fazzoletto verde nel taschino. Lui ricambiò il sorriso. "Hai ragione, Chelley, ti ringrazio!..." Ma era distratto. La sua mente era altrove. Nichelle lo fissò, silenziosamente. Non fece alcun commento perché ormai sapeva bene che il suo capo aveva un carattere particolare, e in certi momenti era molto meglio lasciarlo stare. Quindi sorrise a Leo che aveva preso uno dei finti quadrifogli e lo aveva appuntato al risvolto della giacca. I due uomini si sedettero poi a un tavolo, in fondo alla sala. Il locale stava quasi per aprire al pubblico e Roger chiese a Francine di portare loro due Martini con ghiaccio, prima che fosse troppo occupata con i clienti. Leo apprezzò l'iniziativa di Roger, e apprezzò ancora di più il suo Martini. Roger scrutò il vecchio amico. C'era qualcosa che voleva dirgli fin dal momento in cui avevano lasciato la N.S.W. "Non lasciarti incantare da quella donna, Leo." L'altro lo fissò sorpreso, non meno di quanto lo sarebbe stato se Roger gli avesse detto che era appena atterrato un disco volante. Corrugò la fronte. "Non capisco che cosa vuoi dire..." "Mi hai capito benissimo!!" Roger scrollò le spalle. "Ho visto come guardavi Mabel Grahn. Ma quella donna è pericolosa. Stalle alla larga, è meglio." Leo bevve un altro, lungo sorso dal proprio bicchiere. "Non sono uno sprovveduto!" Sembrava risentito dalle parole di Roger. "E del resto io non ti ho mai detto come dovevi comportarti con le donne... Come con Holly, per esempio!..." "Che dici??.... La situazione è ben diversa!!! Holly è..." Ma Roger non continuò la frase. Stava quasi per dire *Holly è mia moglie* e la cosa ebbe il potere di disorientarlo. Holly non era più sua moglie da tanto di quel tempo... Una vita intera! Serrò la mascella e fissò cupamente il bicchiere davanti a sé. "Beh, Leo... In effetti sei grande abbastanza da sapertela cavare da solo. Fa' conto che non ti abbia detto niente!..." Leo fece un rapido cenno con la testa. "Nessun problema, Roger." Ma -invece- Roger non poté impedirsi di pensare che purtroppo almeno il pericolo di un problema c'era. E non avrebbe dovuto sottovalutarlo. |
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Controllò
di nuovo sull'orologio. Erano le 19:30 in punto. «Puntuale come
un orologio svizzero!» pensò sorridendo.
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Tony
aveva finito la sua esibizione ed ora aveva lasciato lo spazio a Joanne
che per quella sera avrebbe cantato... l'atmosfera era frizzante e tutte
le persone che c'erano si stavano divertendo molto...
Non gli sembrava ci fossero problemi e aveva chiesto ad una delle cameriere se sarebbero riusciti a cavarsela se lui se ne fosse andato; la risposta era stata affermativa e così Tony aveva raggiunto la ragazza che aveva conosciuto, Sarah, e insieme decisero di andare via dal Rebellion's House per continuare la serata altrove..... "A casa tua" aveva pensato Tony quando Sarah gli aveva chiesto dove sarebbe voluto andare, molto probabilmente ci sarebbe riuscito e l'idea lo eccitava. Joanne aveva deciso di festeggiare il giorno di San Patrizio concedendosi alcune esibizioni canore... Dirigendosi verso l'uscita fece un cenno a Joanne indicando Sarah e la salutò, sperando che non si fosse arrabbiata per questo suo permesso dal lavoro... Jo ricambiò il cenno ma era infastidita dal comportamento di Tony, non avrebbe dovuto lasciare il locale a metà serata. O perlomeno avrebbe dovuto prima chiederglielo... Lui lavorava lì e non era il proprietario del locale per cui non poteva prendere decisioni senza prima consultarla! Se voleva portarsi a letto quella, era libero di farlo ma almeno doveva aspettare di finire di lavorare... il giorno seguente doveva parlargli e doveva mettere in chiaro questa cosa. Jo continuò a cantare, tutti i suoi pensieri non avevano minimamente disturbato la sua esibizione e così fortunatamente nessuno si era accorto del suo stato d'animo.. |
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Mancava
poco all'apertura del locale. Lij si era sistemato dietro al bancone
pronto a far fronte a qualunque tipo di richiesta gli fosse stata fatta.
Nichelle gli era accanto. Aveva abbandonato l'espressione infastidita
di poco prima e ora stava controllando che tutto fosse a posto.
«Le donne sono proprio strane, cambiano umore di continuo...» Poi lo vide. Thorpe era seduto in fondo alla sala e lo fissava con uno strano sorriso sulle labbra. Improvvisamente Lij capì che probabilmente lo stava osservando da quando era entrato. Doveva essere uno a cui non sfuggiva nulla e amava avere le situazioni sotto controllo. «Non è un problema» pensò «non mi coglierà in fallo.» Guardò l'ora. Erano le otto e Nichelle stava andando ad aprire il locale. Poco dopo l'apertura arrivarono diverse persone che avevano prenotato per la cena. L'atmosfera era allietata da una musica celtica. «Conosco questa cantante... mi piace!» pensò mentre suonavano le note di 'The bonny swan'. |
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Mentre
stava canticchiando si avvicinò la cameriera dai capelli scuri
per consegnargli delle ordinazioni. Ed Elijah si mise subito al lavoro.
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Dopo
che Francine aveva preso le ordinazioni, ci fu un attimo di pausa. E
in quell'istante vide Thorpe che si avvicinava al bancone.
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La
serata continuò senza intoppi. E tra un Martini con ghiaccio
e un Bloody Mary, Lij riuscì a trangugiare abbastanza alcool
da permettersi un ritorno a casa decisamente accaldato.
La musica era piacevole e la vista di tanta gente dall'aria divertita gli permise di trascorrere la sua prima serata in quel pub in modo decisamente piacevole. Peccato per la bionda. Se ci fosse stata anche lei sarebbe stata praticamente perfetta! Mentre Nichelle continuava a passargli davanti camminando in modo decisamente provocatorio, Lij pensò che le cose erano due, o le veniva naturale, oppure cercava guai. Di quelli che a lui piacevano molto. E chissà che una di quelle sere non avrebbe esaudito quel capriccio. D'altronde aveva voglia di una donna. Anche se solo ed unicamente per un po' di sano sesso. E quella sensuale pantera sembrava di quelle esperte. Erano ormai quasi le tre quando il locale chiuse i battenti. Si diresse verso il guardaroba per prendere il suo cappotto quando realizzò che per tornare a casa probabilmente avrebbe dovuto trovare un taxi. Il pensiero gli tornò al matto dell'aeroporto. Rabbrividì al ricordo di quel tragitto in macchina. Si guardò intorno. Thorpe aveva lasciato il locale prima. Era libero di andarsene. «Ok vediamo di ritornare al mio letto tutto intero..» Poi udì una sensuale voce alle spalle. "Come torni a casa?" Lij sorrise "Stavo giusto pensando a questo Nichelle. Credo prenderò un taxi" Lei gli lanciò uno sguardo malizioso. "Se vuoi ti do un passaggio io.." "Ti adorerei se lo facessi..." fissandola. "Bene, allora indossa questo" e gli porse un casco. "Oh ,vedo che sei una amante delle due ruote!" "Già, vogliamo andare?" gli rispose Nichelle. "Ti seguo senza indugio!" E salirono sulla moto di lei. E Lij pensò bene di aggrapparsi con molta cura alla guidatrice. Peccato che non poté vedere il sorriso di soddisfazione sul viso della sua accompagnatrice. Arrivarono al civico 1002 di Garden Road in breve tempo. Lui scese dalla moto e si tolse il casco porgendoglielo. "Sei stata davvero un tesoro, appena riesco a sistemare un po' il mio appartamento, una di queste sere ti invito per un caffè, che ne dici?" "Dico che è un ottima idea..." e gli lanciò uno sguardo complice. Lij si chinò verso di lei e le sussurrò un "Buonanotte" carico di significato. |
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