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OTTAVA
PUNTATA
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Aveva
indossato lo smoking, nero, e aveva messo un garofano bianco all'occhiello,
un vezzo che richiamava serate mondane d'altri tempi. |
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Harriet,
era appena scesa dall'auto. Entrando nel salone si chiese dove avrebbero
dovuto prendere posto, ma quasi precedendo il suo pensiero, un bel
giovanotto porse loro un bouquet di fiori |
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Virgie
si guardò intorno, con aria svagata, non tanto per l'ambiente
che conosceva bene, anche se da anni disertava le feste per mancanza
di compagnia, esattamente quelle feste che aveva vissuto intensamente
prima del matrimonio di sua figlia, ma per il cambiamento radicale
che vedeva in sua cugina, tornata quella dei tempi del povero Foxie,
che tranquilla e padrona del mondo salutava |
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Jessie
si trovava davanti allo specchio della sua camera. Si stava preparando
per la grande serata e aveva appena indossato il vestito nuovo. Le
stava d'incanto e la faceva apparire come una fata dei fiori. |
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Kyle
scese dalla macchina e andò ad aprire la portiera per fare
uscire Jessie che guardava preoccupata l'ingresso del Country Club.
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Roger,
era arrivato sotto casa di Joanne. La sua mente era stata oppressa
dal pensiero di Mabel, per tutto il tragitto, sotto il ricordo del
loro incontro, quel giorno, a pranzo. Avrebbe volentieri strangolato
quella donna! E doveva esercitare un forte autocontrollo per sopportare
l'idea di doverla incontrare anche al Country Club, quella sera. |
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Salirono
in auto e in pochi minuti furono all'ingresso dell'Aurora Country
Club. Il grande parco era illuminato a festa e si sentiva una musica
discreta ma allegra provenire dall'edificio centrale, anch'esso pieno
di luci. Un ragazzo con la divisa del Club si avvicinò, riconobbe
Roger e lo salutò con deferenza. Thorpe gli diede le chiavi
dell'auto perché il ragazzo pensasse al parcheggio e gli lasciò
anche una generosa mancia. Poi, prendendo Joanne sotto braccio, la
guidò verso l'entrata principale, dove altri impiegati del
Club accoglievano gli invitati e controllavano i loro inviti. Era
una festa esclusiva e riservata solo ai soci del Club e ai loro accompagnatori.
Per questo le misure di |
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Gabrielle
era al bancone del bar e stava sorseggiando un bicchiere di ottimo
Cointreau. L'incontro con Riggs l'aveva messa di malumore, ma per
fortuna lo aveva subito dimenticato. |
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Riggs
gironzolava per la sala, tenendo in mano un bicchiere di Piña
Colada, che però aveva appena assaggiato. Le sue labbra erano
atteggiate a un sorrisetto insipido, la sua espressione tipica. Aveva
tutta l'aria di un furetto. Ed era in cerca di prede!
In quel momento, dall'ingresso del salone entrarono una donna orientale con addosso un bellissimo abito di foggia cinese, di seta nera con ricamati in argento dei rami di ciliegio in fiore, accompagnata da un giovanotto di bell'aspetto, infilato in un abito da sera blu notte che lo faceva apparire un po' spaesato. In effetti, con il suo fisico, il ragazzo sarebbe stato meglio con addosso una divisa da bagnino. Le antenne di Riggs cominciarono a vibrare freneticamente e si diresse verso la coppia come un'ape verso il miele. «Vediamo cosa bolle in pentola alla WTWR...» si disse. «E magari scopro che Mr. Baywatch è il nuovo amore di Li Wei!...» |
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Li
sorrideva mentre entrava nella sala del Country Club. Al suo fianco,
Nigel Townsend sembrava leggermente nervoso.
"Calmati..." gli sussurrò. "Nessuno ha intenzione di ghigliottinarti!" Nigel fece una smorfia divertita, quasi comica. "Non so come ho fatto a farmi convincere..." "Beh, se verrai a lavorare alla WTWR dovrai partecipare a molte di queste feste!!..." "Okay! Ma.... Li, un conto è partecipare per lavoro, e un conto è partecipare come invitato!" Lei gli posò una mano su una spalla. "Considera anche questa una serata di lavoro, Nigel. Se pensavi che ti saresti solo divertito, mi dispiace per te. Guarda... laggiù c'è il signor Thorpe. E... fonti sicure mi hanno informato del fatto che stasera ci sarà anche il signor Barnes. Però..." Li scrutò nella sala che si era ormai quasi riempita. "Non lo vedo. Forse non è ancora arrivato... Oh, no!!!" "Cosa?!... Che succede?.... Qualcosa non va?" chiese Nigel sgranando un po' gli occhi grigi. Li sbuffò. "Sta arrivando un autentico piantagrane! Malcom Riggs!..." disse indicando con un lieve cenno del capo un uomo con uno strano copricapo in testa che si dirigeva chiaramente nella loro direzione. "Mai sentito nominare!..." fece il ragazzo. La donna rise. "Non dirglielo assolutamente! Lui è convinto di essere famoso!... E, Nigel, mi raccomando! Non dargli troppa confidenza!..." |
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Roger
e Joanne si sedettero al tavolo e ordinarono degli aperitivi al cameriere.
"Cominciamo pure la tortura..." disse Roger a bassa voce, strizzando l'occhio a Joanne. Il gruppo di musici che fungeva da orchestra aveva intonato 'When The Saints Go Marching In'. Roger dissimulò un sorriso a denti stretti. "Oh... Non ci mancava che questa!..." e canticchiò a mezza voce: "I am just a lonesome traveller, through this big wide world of sin..." Guardò la sua compagna e le disse: "Spero che non ti annoierai troppo! Comunque, vedrai che suoneranno anche dei pezzi più moderni, fra poco. So che qui stasera si esibirà un popolare cantante, attualmente in testa alle classifiche..." Si interruppe. Aveva visto Harriet seduta ad un tavolo insieme ad un'altra donna. "Scusami un momento, Joanne, devo andare a salutare una persona... Torno subito, ma... se nel frattempo vuoi fare un giro della sala, e magari vedere di... come dire? Metterti in mostra, fai pure!!..." le disse in tono complice, alzandosi in piedi. |
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Amanda
entrò nella sala mescolandosi agli altri invitati. La musica
non era alta, e l'ambiente sembrava abbastanza passabile. |
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Virgie
stava parlando dell'abito di una signora che aveva appena fatto ingresso
quando Roger si avvicinò ad Harriet.. |
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Amanda
lo aveva visto allontanarsi per andare a parlare con due vecchie incartapecorite
e ne fu parecchio incuriosita!! Ora Roger se la faceva anche con le
centenarie?????..... Be'....... Dopo aver sposato Alexandra.........!!!!!! |
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Jessie
si era trovata un posticino appartato dove poter tranquillamente osservare
le persone senza essere disturbata. Kyle l'aveva lasciata sola perché
era stato chiamato dagli amici del padre... Così lei stava
osservando le persone che si trovavano nella sala del club e tra gli
invitati c'era il signore che aveva visto al parco assieme ad una
bellissima bionda... e anche lui: Roger Thorpe, il suo capo... Ad
un certo punto si sentì arrossire... «Cavoli, non sono
abituata a farmi vedere dal mio capo così elegante!»
e si guardò il vestito che aveva indossato per l'occasione...
Poi ritornò ad osservare lui e la ragazza che lo accompagnava
e si sentì piccola piccola, quasi trasparente... |
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Roger
trattenne un'espressione di derisione. Sembrava che la cugina di Harriet
fosse proprio un tipo particolare. Se l'era immaginata un po' diversa.
Ma in fondo, aveva forse importanza?
"Gentili signore, vi lascio al vostro divertimento, e torno al mio tavolo. Ma sicuramente ci vedremo di nuovo più tardi. Buona serata!..." E con un cenno del capo, Roger si accomiatò dalle due donne -che parevano quasi uscite da un film di Frank Capra! Ritornò da Joanne, sorridente. "Scusami, Jo, ho voluto salutare Harriet, ti ricordi di lei, immagino?..." Vide che durante la sua breve assenza erano state portate le loro ordinazioni e prese il proprio bicchiere. "Questo è l'inizio!... Ma forse avremmo dovuto ordinare qualcosa di più forte!..." Non aveva neanche portato il bicchiere alle labbra, che si sentì toccare alla schiena da una mano, mentre una voce femminile, inconfondibile, lo colpì come una freccia: "Sorpresa, Roger!..." Lui si girò, quasi incredulo, ma ormai consapevole di chi avrebbe visto. "Amanda!..." Fu tutto quello che riuscì a dire nei primi minuti..... "Amore mio!!!" Amanda gli si avvicinò con slancio e gli circondò il collo con le braccia. "Quanto mi sei mancato!!!!!" E così dicendo lo baciò sulla bocca in maniera appassionata, incurante degli sguardi ardenti di curiosità degli altri invitati. |
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Lei
gli si era praticamente gettata tra le braccia e lo aveva baciato con
la possessività che le era propria. La mente di Roger fu costretta
a pensare rapidamente, analizzando quella situazione inaspettata. Accettò
il bacio ma dopo qualche istante si staccò dalla donna e la fissò
in volto. Sua moglie Amanda sorrideva con gli occhi.
"Tesoro...!" iniziò Roger, riuscendo chissà come a sorridere. "Non mi aspettavo di vederti qui..." Fece una pausa, mentre sentiva i mormorii di curiosità delle persone nelle immediate vicinanze. "Le tue ultime notizie provenivano, se non ricordo male, dall'Austria..." Lei gli regalò il più malizioso dei suoi sorrisi. "Ah........ sì!!!!! Vienna, Schönbrunn...... Bellissimi luoghi." Gli accarezzò il viso. "Ma per quanto sia bella l'Europa, avevo troppa nostalgia... della mia patria... di mio marito!... E così eccomi qui!!!!! Non sei contento, amore mio?....." Gli occhi di Roger mandarono un lampo, simile al luccichio della lama di una spada affilata. "Naturalmente, tesoro!!! Come potrei non esserlo?!..." La baciò su una guancia. "È la sorpresa più bella che tu potessi farmi!! Anche tu mi sei mancata moltissimo..." aggiunse, mascherando abilmente l'ironia delle parole con un tono di voce pieno di calore. Nessuno avrebbe detto che non fosse sincero. Amanda prese Roger a braccetto, stringendolo forte, e con quel gesto sembrava voler dire a tutti 'quest'uomo è mio!'. Poi -finalmente!- dedicò la sua attenzione alla ragazza bruna che era rimasta per tutto quel tempo poco distante da loro. "Oh, caro! Ma non mi presenti alla signorina?... È forse un'amica di Jen?... Deve avere più o meno la sua età..." Roger esitò per una frazione di secondo, accusando il colpo. Poi disse: "No... No, lei non è un'amica... di Jen! Ti presento Joanne Allard... Stiamo trattando degli affari insieme!" Guardò verso l'altra donna, incrociando il suo sguardo. "Joanne, ho il piacere di presentarti mia moglie, Amanda." |
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"Non
mi sento benissimo questa sera
mi gira un po' la testa
"
pensò mentre finiva di sistemarsi le ciocche sulla nuca.
Ma questo non le avrebbe di certo impedito di partecipare alla festa. La prima occasione per riprendere i contatti col mondo. Si portò una mano alla fronte. Effettivamente avvertiva un leggero capogiro. Doveva essere lo stress senz'altro, d'altronde quegli ultimi mesi erano stati tutt'altro che facili. Si guardò allo specchio. Era sempre bella anche se un po' pallida. Sulle labbra aveva passato un gloss luminoso. Il trucco era lieve ma perfetto per l'occasione e lo sguardo era incorniciato da un mascara scurissimo che le allungava le ciglia più di quanto già non lo fossero. Si era tirata su i capelli, e ai lobi spiccavano dei pendenti di diamante, una fila di luminosi brillanti che scintillavano ad ogni movimento del capo. Erano appartenuti a sua madre, il primo regalo di suo padre quando erano ancora solamente fidanzati. Lui le aveva spesso raccontato che a suo tempo aveva speso tutto quello che aveva per regalarli a Lidya. E quella sera era stato sempre lui a suggerirle di indossarli. "Sei uguale a lei " le aveva mormorato. Klaudia si era commossa e aveva abbracciato stretto suo padre. "Ora vai altrimenti farai tardi!" l'aveva incalzata. Lei gli aveva rivolto un ultimo sguardo e con le labbra gli aveva mimato un "ti voglio bene papà." Ora si trovava in strada e scrutava il cielo. Il tempo era leggermente peggiorato. Era aumentata la foschia e il vento si era alzato. Ma la città era illuminata come sempre. Per le strade però non c'era quasi anima viva. Avevano avuto tutti probabilmente la stessa idea. Festeggiare in casa con gli amici. Mentre lei si dirigeva in un posto dove non conosceva nessuno e l'unico suo contatto era un'amica che non vedeva da due anni o forse di più. Si strinse di più nel lungo cappotto nero. Poi si infilò in macchina e partì. |
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"Oh!!!!
Povero caro" Amanda guardò Roger con aria di scherzoso rimprovero.
"Tu pensi sempre al lavoro! Ma qualche volta dovresti pensare anche
a divertirti. Be', non importa...... Ora che sono tornata ci penserò
io a farti distrarre un po'!" Poi si volse verso la ragazza. "Mi
perdoni, sa........ Davvero credevo che lei fosse un'amica di nostra
figlia Jen." E calcò volutamente sulle parole
'nostra figlia'. "Joanne, vero? Ho capito bene?... Io sono Amanda Spaulding Thorpe. Sa che lei ha un nome davvero molto bello? E... anche lei è molto bella!" Le sorrise. "Dunque, sta facendo affari con mio marito! Roger è una vecchia volpe!... E ha sempre avuto un ottimo gusto per i soci in affari... pardòn... per le socie in affari!!!" Strinse di più il braccio di Roger. "Sono davvero lieta di averla conosciuta, Joanne." Poi Amanda tornò a guardare Roger: "Ma..... a proposito di Jen..... Dov'è??... Mi aspettavo di trovarla qui." Roger scosse la testa. "No, mi spiace. Jen non è qui ad Aurora... È via per lavoro... sai com'è fatta lei..." Ma il ricordo di Jen era ancora abbastanza scottante per Roger. Cercò di cambiare argomento. "Vieni, tesoro, vorrei presentarti alcune persone..." |
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Era
arrivata a destinazione senza nessun problema.
«Devo ammettere che ho un ottimo senso dell'orientamento!» Non c'era ancora molta gente, ma già vi erano alcune macchine parcheggiate. E molte non erano proprio utilitarie L'atmosfera era discreta ed elegante ed in lontananza giungevano tenui le note di una canzone. Quello che sembrava un addetto al parcheggio si avvicinò. Klaudia sorrise e scese dalla macchina. Con un movimento distratto e con lo sguardo per metà verso l'entrata del Club allungò un braccio verso quel ragazzo porgendogli le chiavi. Poi si avviò verso l'ingresso. Ma nell'istante in cui si apprestava ad entrare fu fermata da un addetto. "Il suo invito prego" «Invito?» Klaudia gli rivolse uno sguardo perplesso. Ovviamente! Era una festa esclusiva! Ma lei l'invito non lo aveva, perché avrebbe dovuto entrare con Nichelle Si guardò intorno. Quello poteva essere un problema. «E ora come faccio?» pensò. |
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Jake
Barnes si stava preparando per la festa...Si trovava davanti allo specchio
e stava cercando di sistemare al meglio il nodo della cravatta... A
Jake piacevano molto quel tipo di feste e passare una serata in compagnia
di persone importanti era quello che ci voleva... Lui era tranquillo,
era abituato a
questo tipo di incontri e sapeva parlare di tutto e con tutti... Inoltre ogni volta faceva sempre colpo su qualche bella donna... Donna... «Ci sarà anche lei?» pensò mentre si stava dando un'ultima occhiatina allo specchio... «Uhmmm niente male. Vecchio mio non hai nulla di cui lamentarti!» pensò... Era pronto. Uscì dalla camera, consegnò le chiavi e salì in macchina... Per l'occasione aveva noleggiato una bella automobile. Voleva fare bella figura. Sapeva che ci sarebbe stato anche Roger Thorpe ed era curioso di vederlo di persona... «Non vedo l'ora di avere l'occasione di scambiare quattro chiacchiere. con lui..» Era arrivato. Scese dalla macchina e si avviò verso l'entrata. Mentre si stava avvicinando aveva notato che una bellissima bionda stava discutendo con un signore perché lei aveva "dimenticato" l'invito. Doveva trovare una soluzione. "Le sto dicendo che l'ho dimenticato a casa ma se lei mi fa entrare dentro dovrebbe esserci una mia amica che le può provare che sono stata invitata." "Mi dispiace madame ma ho il divieto tassativo di non fare passare nessuno senza invito, è una festa riservata." Klaudia iniziava a perdere la pazienza. Ma non poteva sapere che era in arrivo la soluzione la suo problema. E non era decisamente niente male come excamotage. |
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Quella
situazione sembrava molto divertente, e poteva essere un segno del Destino.
Jake non perse molto tempo a pensare. Si avvicinò e le posò
una mano intorno alla vita.
Klaudia sobbalzò. Chi accidenti si permetteva tanta confidenza?? Si voltò di scatto e si trovò davanti un uomo alto e decisamente affascinante che le sorrideva con fare d'intesa. «Ma cosa ?» "Eccomi cara, ti sei dimenticata l'invito..." disse facendole l'occhiolino per farle capire che doveva stare al gioco... Lei gli rivolse uno sguardo perplesso e discretamente si sottrasse alla mano che ancora indugiava sulla propria vita. Nichelle non si vedeva e le cose erano due, o era già dentro oppure non era ancora arrivata. In ogni caso non poteva neanche cercarla perché aveva dimenticato il cellulare a casa. Poi realizzò. Quel tipo poteva essere il suo biglietto d'ingresso. Abbozzò un sorriso e portandosi una mano vicino alla bocca sussurrò con voce soft: "Sono davvero distratta. per fortuna che alla fine hai deciso di venire, caro." Jake sorrise a sua volta compiaciuto. Poi disse rivolgendosi al signore... "La signora è con me, ecco il nostro invito." Il tipo li guardò e parve molto scocciato perché aveva la sensazione di essere preso in giro... Ma si riprese subito e li lasciò passare senza replicare oltre. Fece un leggero inchino a Klaudia. "Mi scusi per il malinteso..." Lei lo guardò di traverso con un mezzo sorriso sulle labbra. Finalmente riuscì ad entrare lasciando il pignolo usciere a chiedersi se davvero fossero insieme oppure no. |
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Joanne
guardò incuriosita Amanda e si ricordò di averla vista
in un quadro appeso nella casa la sera prima... e così Roger
si dava alla bella vita quando la moglie non c'era! Chissà se
la bella mogliettina lo sapeva...anche perché tutte quelle moine
erano sembrate a Joanne una recita che forse aveva ingannato tutti gli
ospiti... tranne lei...
Mentre si allontanavano, sorrise divertita al pensiero dei suoi *affari* con Roger... Osservò le persone presenti in sala: c'era la signora Harriet con un'amica, varia gente che aveva già visto al Rebellion's House e molti uomini d'affari che avevano posato lo sguardo su di lei... ma non andavano bene. Poi, notò un ragazzo in compagnia di una donna orientale... Si vedeva che era nervoso e che con quell'abito blu notte non era a suo agio. Lo squadrò: aveva proprio un bel fisico! Poteva essere l'occasione giusta per cominciare una nuova amicizia che l'avrebbe aiutata a dimenticare.... quel ragazzo sarebbe stato la sua prossima preda. Doveva solo trovare il modo di liberarlo dalla cinesina... |
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L'accolse
un ambiente molto soft ed elegante. Si voltò verso il suo sconosciuto
salvatore.
"Suppongo di doverla ringraziare " disse chinando leggermente la testa di lato guardandolo negli occhi. Jake la guardò sorridendo e disse: "No, non serve che mi ringrazi... Anzi dovrei essere io a ringraziarla..." "E perché mai? Non credo sarei riuscita da entrare se lei non fosse intervenuto, purtroppo la mia amica non è ancora arrivata a quanto vedo..." "Capisco... Comunque, come le avevo già detto... Per me è stato un piacere averla aiutata... Mi sono divertito molto giocare con lei, signorina Klaudia McKellen." disse facendole l'occhiolino. Lei sollevò un sopracciglio sorpresa. "Vedo che conosce il mio nome come è possibile? Sono nuova di questa città " Jake la guardò e sorrise con fare misterioso: "Beh sa signorina... Io non mi dimentico tanto facilmente quando una persona mi colpisce molto... Soprattutto se questa persona è una bellissima modella... Infatti l'ho riconosciuta subito." Klaudia si sentì ancora più stupita. "Accidenti lei ha davvero una memoria incredibile ho fatto la modella 6 anni fa e lei si ricorda anche come mi chiamo non posso che esserne lusingata " abbozzò un 'espressione compiaciuta e per un secondo le tornò in mente un'immagine. Lei seduta su una bicicletta con indosso un vestito bianco di lino con le spalline sottili che lanciava baci al fotografo mentre un vento artificiale le scompigliava i capelli La scacciò. Non era il momento di malinconici tuffi indietro nel passato. Non aveva forse deciso di cominciare una nuova vita? "Mi dica e potrei conoscere il suo di nome dal momento che lei sa già il mio?" e il sorriso si distese ancora di più sul suo volto. "Ma certo signorina, sono Jake Barnes... giornalista e proprietario dell'emittente televisiva LANW." sorrise soddisfatto di sé... "Sa, non avrei mai immaginato che un giorno l'avrei incontrata... Infatti, era da anni che non faceva più avere sue notizie e l'ultima notizia che ho saputo riguardava il fatto che lei si era sposata..." "Un giornalista dunque? E anche rinomato, ho già sentito parlare di lei signor Barnes, in ogni caso non sono più sposata " "Mi spiace e mi scusi se senza volerlo, le ho fatto ricordare cose spiacevoli..." Disse e stava per aggiungere qualcosa d'altro quando notò in un angolo appartato la ragazza che aveva incontrato al parco e disse rivolgendosi a Klaudia: "Senta, io adesso dovrei salutare una persona, perché intanto non mi aspetta al bar e ordina qualcosa per tutti e due? Offro io... Per me un bicchiere di vino rosso..." "Oh ma certamente, non si preoccupi..." e sorrise amabilmente. Lo seguì con lo sguardo mentre si allontanava per raggiungere una graziosa ragazza vestita di celeste e poi si voltò in direzione del bancone. Aveva bisogno di bere qualcosa. |
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Ad
un certo punto, Jessie notò che il signore del parco aveva lasciato
sola la sua accompagnatrice e si stava avvicinando a lei... "Salve,
anche lei qui?"
"Salve... sì," rispose Jessie. "L'altra volta non ci siamo neppure presentati... Mi chiamo Jake Barnes mentre lei si chiama Jessica Bradford vero?" Jessie rimase sorpresa «Come fa a sapere il mio nome?» Jake scoppiò a ridere quando osservò la faccia sorpresa della ragazza... "Ho letto il tuo nome sul quaderno che hai dimenticato al parco sulla panchina." "Quindi il mio quaderno lo ha lei? Meno male... Sa temevo di averlo perso e non mi stavo perdonando per questo perché quelle cose che ho scritto mi servono per la scuola." Jessie aveva notato che Jake era passato dal *lei* al *tu* con naturalezza.... ma tanta confidenza per lei era troppo!... Così presto, almeno... "Beh se mi dà il suo indirizzo, posso farglielo avere..." Jake da bravo osservatore, aveva notato che Jessie non gli aveva restituito il *tu*... Stava per dirgli che se voleva si potevano chiamare per nome, ma era meglio aspettare... L'importante era il rispetto... "Mah, guardi... io lavoro al LightHouse e se vuole potrebbe portarmelo lei personalmente." «Mi spiace signore ma non mi fido... Io non dò mai il mio indirizzo al primo che passa anche se so chi sei!» pensò Jessie osservandolo con uno sguardo di sfida. Jake annuì. "Va bene signorina... Allora ci vedremo al Lighthouse, ok?" Jessie fece di sì con un cenno del capo e lui la salutò con una mano. Lo osservò mentre lui stava ritornando dalla sua bionda e pensò al fatto che lui aveva modificato il proprio atteggiamento, e non aveva insistito con l'eccessiva confidenza. «Un punto a suo favore Jake Barnes!» Del resto, aveva sempre saputo chi era quell'uomo, ma quando lo aveva visto al parco aveva fatto fatica a credere che fosse proprio lui... Il giornalista più famoso d'America e proprietario dell'emittente televisiva LANW... Praticamente lavorare per quella emittente era il sogno di Jessie!... |
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Erano
le otto passate. Nichelle sarebbe stata lì a momenti.
Chissà cosa lo aspettava. Stava cercando di immaginarla quando suonò il citofono. Doveva essere lei di sicuro. "Si, chi è?" "Io, zucchero " "Scendo subito va bene?" "Ti aspetto " Aveva la voce piena di intenzioni quella sarebbe stata una serata interessante. Si sistemò ancora i capelli davanti allo specchio in salone. Aveva usato un po' di gel. Ultimamente erano cresciuti e non essendo lisci faticava a tenerli a bada. «Uno di questi giorni li taglio un po', perché se continuo così ritorno ad essere un capellone come a 17 anni » Lo specchio gli rimandò la sua immagine. E rifletté quel ciondolo. Lij lo sfiorò con le dita. «Prima o poi dovrò toglierlo, non ha senso che continui a tenerlo, è ora di voltare pagina in modo definitivo » Si soffermò con lo sguardo sul proprio abbigliamento controllando che fosse tutto in ordine. Indossava un completo nero e sotto una camicia bianca di rigore. Niente cravatta. Quella se l'era risparmiata, aveva preferito lasciare il colletto leggermente aperto. "Non sono male, che ne dici amico mio?" Sirio annuì abbaiando felice. Era perfettamente sbarbato e sembrava ancora più giovane di quanto già non lo fosse. «Chissà perché le donne adulte sono attratte da quest'aria da bambino che mi ritrovo ad avere » pensò. Ma in fondo per lui era un vantaggio. «Forse stimolo l'istinto materno » sorrise. Poi si rivolse a Sirio. "Stammi a sentire tu non voglio trovare casa come se fosse scoppiata una bomba, quindi ora che ti sei abituato al nuovo ambiente, vedi di comportarti bene in mia assenza " Il suo cane lo ascoltava serio con le orecchie dritte. Lij alzò gli occhi al cielo e sospirò. "Speriamo bene "mormorò. Dalla finestra giunse il suono di un clacson. "Arrivo, arrivo ." borbottò mentre chiudeva la porta di casa dietro di sé. |
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Nichelle
aveva parcheggiato sotto casa sua e insieme si erano avviati. |
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Kyle
ritornò e avvicinandosi al bar, ordinò da bere un bicchiere
di whisky e poi un altro e un altro ancora... Quando Jessie lo vide,
lui ne aveva già bevuti tre.
"Oh, Kyle... ben tornato." "Sta' zitta e lasciami in pace..." "Kyle, ma cosa stai dicendo?" chiese la ragazza sorpresa dal suo modo di fare. "Sei ubriaco?" chiese e nel frattempo si era avvicinata e aveva posato le sue mani sulle spalle del ragazzo. "LASCIAMI STARE!!!" Urlò lui e con un braccio respinse le braccia della ragazza per poi ritornare alla posizione di prima. Jessie non si arrese e così tentò di avvicinarsi ancora. Kyle era arrabbiato perché non lo lasciava in pace. Così l'afferrò per il polso e l'attirò a sé...: "Allora mi vuoi? Vieni piccola... vieni da papà e dagli un bel bacio..." disse Kyle facendo spaventare la ragazza. Lei cercò di liberarsi... "Kyle lasciami, mi fai male..." "Ma come?!?! Non era questo che volevi??? Dai dammi un bacio, piccolina..." e lui fece per baciarla ma lei riuscì a liberarsi e così poté accontentarlo con uno bello schiaffone in pieno viso: "Kyle McBride, ti odio e ti disprezzo..." urlò quasi e poi scappò via... |
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FINE
OTTAVA PUNTATA
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