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NONA
PUNTATA
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Kyle
si mise a ridere. Era una risata carica di rabbia e quando ebbe finito....
aveva osservato Jessie con la disperazione negli occhi... Con uno
scatto di nervi si alzò e andò fuori... aveva bisogno
di una boccata d'aria e di fumare... |
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Era stata
come una fucilata in pieno petto. |
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Erano
appena entrati al Country club. |
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Si era
poggiata con i gomiti sulla balaustra e scrutava il cielo sopra di
sé. La serata era peggiorata, cumuli di nubi stratificate avevano
coperto la luna fino a poche ore prima perfettamente visibile. Ma
quel punto luminoso era lì. Forse un po' offuscata ma inconfondibile
per lei. |
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Virgie
era ormai senza respiro, anche se la sosta sotto il tavolo le aveva
dato un po' di tregua, quando si accorse che Mr. Thorpe era altrove,
ma sua cugina era là bella calma, seduta in punta di sedia
a salutare cordialmente una signora.. dopo due grossi bicchieri d'acqua
e molti sospiri, vide che la cugina le porgeva il ventaglio, sorridendo
tranquilla, ma lei stava tremando ormai. |
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Bagno
delle signore, salottino rosa. |
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"Bingo!..."
si disse Gabrielle mentre si dirigeva verso il tavolo al quale si
era appena seduta Mabel. |
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Aveva
tenuto d'occhio la persona giusta. Roger Thorpe.
Dopo aver scambiato quattro chiacchiere con Li Wei aveva saputo alcune cose salienti, nonostante la bella cinese non fosse stata esattamente munifica di parole, anzi aveva quasi rasentato la reticenza! Ma Riggs era riuscito a captare mezze frasi tra lei e il 'cucciolo' che rispondeva al nome di Nigel Townsend... Le notizie che aveva avuto nei giorni precedenti dai suoi informatori avevano così trovato conferma. Thorpe era diventato proprietario di metà della WTWR. E la presenza ad Aurora di Jake Barnes non poteva essere casuale. I due uomini si erano sicuramente dati appuntamento per trattare di affari che riguardavano proprio l'emittente televisiva. Ora però, Malcom voleva saperne di più su Thorpe. E non le solite cose che erano di dominio pubblico. Quando era entrata in scena a sorpresa Amanda Spaulding, Malcom non aveva potuto trattenere un brivido eccitato. Stava per succedere sicuramente qualcosa! E la chiave... la chiave poteva essere nelle mani della brunetta tutto pepe che Thorpe, il quale evidentemente non si aspettava l'arrivo della moglie, si era portato appresso quella sera. Malcom, sorriso e sguardo melenso, si avvicinò alla ragazza. Jo stava assaporando il bayles che si era fatta portare quando notò che un uomo si stava dirigendo nella sua direzione.. le dava l'impressione di un essere alquanto viscido e sperò ardentemente che non le chiedesse di riservare un posto per lui quando si sarebbero aperte le danze. Malcom, sorriso e sguardo melenso, si avvicinò alla ragazza. "Buonasera, signorina! Mi permette?... Sono Malcom Riggs, giornalista del 'Midwest Gazette'. Lei ha davvero uno splendido look! Molto, molto originale, in questo ambiente così snob. Sarei davvero lieto se lei mi volesse concedere una breve intervista per il mio giornale... E per cominciare... Qual è il suo nome?..." Jo immaginò che quel giornalista avrebbe voluto sapere qualcosa riguardo a lei e Roger, vista l'apparizione improvvisa della moglie... ma se credeva di ingannarla e rabbonirla con dei complimenti, si sbagliava di grosso... "Grazie per i complimenti signor Riggs.. mi chiamo Joanne Allard e mi dica...cosa vuole sapere da me? Io non appartengo a questo ambiente e non so proprio cosa le potrei dire di interessante.." Interviste non ne aveva fatte molte... non le piaceva mettersi in mostra facendo sapere a tutti chi era, con chi si trovava alla festa, perché e tutte queste altre domande che facevano i giornalisti, ma decise comunque di stare al gioco.. "Ohhh... bambina!! Non scherzare!... Sono sicuro che sai un mucchio di cose interessanti!!! E io farò del mio meglio per fartele dire..." pensò Malcom gongolando. Ma subito assunse una espressione seria. "Joanne Allard... È un nome davvero nuovo nell'ambiente. Ma immagino che lei abbia degli amici, qui... Non si entra in queste feste al Country Club senza avere buoni agganci!" Si riempì i polmoni d'aria, e fissò Joanne da dietro le lenti colorate dei suoi occhiali. "Lei non è originaria dell'Illinois, vero?... La sua è la tipica bellezza del Sud. Florida?... Mhmm, no! Alabama? O forse... Louisiana?!..." "Già....ho avuto dei buoni agganci e così mi trovo qui; comunque ha ragione, non sono dell'Illinois: vengo dall'Australia..." "Ah!... E cosa l'ha portata qui, da tanto lontano? Magari una bella storia d'amore?!..." chiese allora Malcom, suadente. Quell'omuncolo la disgustava alquanto. "No no...mi sono trasferita soltanto perché avevo voglia di cambiare aria.." "Ma lei è così bella che potrebbe fare carriera nel rutilante mondo dello spettacolo!!!... Scommetto che è un'aspirante attrice? O forse vuole lavorare in televisione, come tutte le ragazze d'oggi... Dica, è per questo motivo che ha accalappiato il signor Roger Thorpe? Lui adesso è il nuovo proprietario del 50% della WTWR, una delle televisioni di Aurora. E anche se è sposato, si sa che non è indifferente al fascino femminile!..." Touché! Finalmente aveva pronunciato quel nome... e per di più la riteneva una di quelle oche che in tv vanno solo per mostrare tutte le loro grazie... "E' completamente fuori strada! Io possiedo un locale che va molto bene fortunatamente e non ho bisogno di andare in tv. E, giusto per la cronaca, non ho accalappiato il signor Thorpe... pure lui possiede un locale e, da come ho sentito dire, è un uomo molto astuto... perciò è meglio portare i *nemici* pericolosi dalla propria parte per evitare problemi. Non so se sono anche stata aiutata dal mio aspetto, come lei ha insinuato, ma il rapporto che lega me e il signor Thorpe è la stima reciproca nel campo dell'imprenditoria.." Jo stava continuando l'intervista quando, girandosi per prendere il bicchiere, lo vide.... non era possibile... anche quella sera Tony era comparso. Si chiese come diavolo aveva fatto quella sciacquetta ad avere l'invito... doveva trovare una soluzione. Visto l'arrivo di Amanda non poteva spacciare Roger per suo compagno: doveva trovare il modo di conoscere il ragazzo che aveva notato poco prima... |
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Tony
e Alicia si erano accomodati al tavolo riservato e aveva ordinato qualcosa
da bere. Appena si sedette, Tony vide colei che non avrebbe voluto vedere:
Joanne. Stava parlando con un tizio che aveva già visto
un giornalista piattola... dallo sguardo di lei si notava che non vedeva
l'ora di toglierselo dai piedi. Come aveva fatto ad avere l'invito?
Tony pensò che molto probabilmente il suo nuovo uomo l'aveva portata lì... allora era un personaggio importante... osservò tutti gli ospiti presenti alla ricerca di qualcuno che potesse piacere a Joanne ma non vide nessuno. Inoltre lei non era proprio tipo da mettersi con un uomo d'affari e l'abbigliamento di quella sera lo evidenziava... S'impose di non pensare più a lei. Ormai si stava costruendo una vita con un altro e, nonostante tutto, un po' era felice per lei... quella sera si sarebbe divertito con Alicia che pendeva letteralmente dalle sue labbra... |
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"Oh-oh....."
fece Li mentre stava finendo di bere il suo Margarita.
Nigel la guardò incuriosito. "E adesso cosa succede?... Sono atterrati gli alieni?!" e sorrise. "Gli alieni vivono in mezzo a noi... Basta guardare Malcom Riggs!" "Oh, no!!! Non di nuovo quell'essere viscido..." "Invece sì... e ha preso di mira una povera ragazza." Nigel seguì lo sguardo di Li Wei e vide Riggs insieme a una bella ragazza dai capelli neri e...... dal fisico più ... più... Li agitò la mano davanti agli occhi di Nigel. "Ehi... dico a te! Torna sulla Terra!!!" Nigel arrossì leggermente. "Ehm... è carina!..." disse come per giustificarsi. Li sorrise. "Sì, sì... è molto carina." Dall'alto dei suoi 39 anni Li Wei sapeva come ci si sentiva all'età di Nigel. "Un uomo intelligente parla spesso con gli occhi, un uomo vuoto ingoia spesso con le orecchie." "Eh???" "No, niente... è solo un proverbio cinese!... Che ne dici di attuare una manovra diversiva e di *salvare* quella ragazza dalle torture di Riggs?? Le starà facendo sicuramente un terzo grado e mi sembra che lei abbia bisogno di aiuto." "Beh... volentieri... Ma... Cosa hai in mente?" "Semplicissimo!" Nello sguardo di Li brillò una luce furba. "Mossa diversiva. Io mi occupo di Riggs e tu della brunetta! Andiamo!..." |
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Con
un sorriso sulle labbra Li si diresse dritta dritta verso il punto
dove Malcom stava ancora torchiando Joanne. Quando fu sicura di essere
a portata d'orecchie del giornalista disse a Nigel, con aria da cospiratrice:
"...Te lo assicuro... Me lo ha detto proprio il signor Barnes!
Però non posso dirti altro... Mi ha chiesto di non parlarne
a nessuno! È un segreto..." |
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Joanne
sorrise, era proprio un bel ragazzo... aveva cominciato un po' male
ma per lo meno l'aveva liberata da Riggs... |
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Klaudia
era sobbalzata quando aveva sentito una mano poggiarsi sulla sua spalla. |
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Roger
aveva condotto Amanda dall'altra parte del salone, e l'aveva presentata
al Sindaco di Aurora, David L. Stover, un uomo con i capelli bianchi
e gli occhiali, dalla faccia bonaria e i modi gentili. |
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Jake
aveva tenuto d'occhio Roger per tutta la serata... Non lo aveva mai
visto solo e adesso che aveva l'opportunità, non voleva lasciarsela
sfuggire. Si avvicinò a lui e disse: "Signor Thorpe mi scusi..."
Roger si irrigidì. Quell'uomo lo aveva fermato mentre stava cercando di raggiungere la piccola Jessica. Lo fissò, sollevando un sopracciglio, e alla fine lo riconobbe dalle foto che i suoi procuratori legali avevano allegato ai documenti della WTWR. Quell'uomo era Jake Barnes. "Buonasera, signor Barnes.... Vedo che non ha disertato il nostro appuntamento. Poi aggiunse: "Mi fa piacere...." "Piacere mio..." e si strinsero la mano..."Senta, è ovvio che non mi sembra il caso di parlarne adesso e quindi volevo solo sapere quando e dove possiamo trovarci per parlare della questione con calma..." Roger accennò un sorriso formale. "Direi che potremmo vederci domani pomeriggio a casa mia" e così dicendo prese dalla tasca interna della giacca un biglietto da visita e lo porse a Jake. "Questo è l'indirizzo. Allora, l'aspetto per le quattro, se per lei va bene." "Perfetto..." disse Jake mettendo nel suo portafoglio il biglietto da visita di Roger. "Bene signor Thorpe... La ringrazio per l'invito di stasera..." Jake voleva chiudere quella chiacchierata perché aveva intravisto una sua vecchia amica e voleva andare a parlare con lei. In più aveva notato che anche Roger era ansioso di terminare la conversazione. I due uomini si salutarono con una stretta di mano vigorosa. |
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Jessie
si era rintanata in un angolino della sala e stava soffocando i singhiozzi
per non farsi sentire. Per fortuna quell'angolino era anche al buio
e anche se le persone passavano davanti, difficilmente notavano la presenza
della ragazza. Era rimasta troppo delusa dalla reazione inaspettata
di Kyle. Stavano così bene prima che gli amici del padre lo chiamassero...
«Già... gli amici del padre... Cosa vorranno mai da lui
e chi sono in realtà??» Sì, perché Jessie
aveva capito che qualcosa non
quadrava ma non sapeva cosa oppure semplicemente non era vero che lui provava qualcosa per lei dal momento che l'aveva trattata così male. Perché prendersela con lei se il motivo era un altro?? Non sapeva più cosa pensare e senza un motivo valido le lacrime continuavano a scendere lungo le guance della ragazza...!!! Era girata di spalle e rivolta verso il muro quando sentì che una mano si appoggiava molto delicatamente sulla sua spalla... Si girò e si trovò di fronte Roger Thorpe, il suo capo... Si volse verso di lui e con il fazzoletto si asciugò le lacrime. "Jessica..... ti senti bene?..." Roger si era chinato verso di lei e le si stava rivolgendo in modo calmo, rassicurante. E gli era venuto spontaneo darle del tu, per la prima volta. Ma quella ragazzina era tanto giovane... avrebbe davvero potuto essere sua figlia. E poi, lì non si trovavano sul posto di lavoro. "Posso fare qualcosa per aiutarti?..." Fece quella domanda con tono dubbioso, perché sapeva che lei era molto timida e riservata, e tra loro non c'era assolutamente nessun tipo di confidenza. Roger era sicuro che lei non avrebbe mai chiesto aiuto proprio a lui, sebbene fosse il suo capo. E allora....? Allora perché si era sentito spinto a offrirle... protezione?... Forse perché l'istinto di Roger aveva capito che lei ne aveva bisogno, anche se probabilmente non lo avrebbe mai ammesso. Nonostante la ragazza stesse piangendo, Roger riuscì a sorprenderla di nuovo per la domanda che aveva appena fatto... Anche questa volta Jessie riceveva le attenzioni dalla persona che gli faceva più paura... Lo guardò per un istante e non sapeva cosa fare. Lei aveva bisogno di confidarsi con qualcuno ma... Poteva fidarsi del signor Roger Thorpe? Inoltre anche lui come Jake era passato con naturalezza dal *lei*al *tu* ma lei non si sentiva ancora pronta per rispondere con altrettanta confidenza. Alla fine Jessie rispose: "La ringrazio signor Thorpe per l'interessamento ma non ho bisogno di aiuto..." disse ma subito dopo aggiunse: "Posso farle una domanda?" "Ma certamente.... Dimmi pure..." "Perché voi uomini siete così complicati da capire?" |
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Lui la fissò sorpreso. Sorrise, divertito. Quella ragazza era davvero ... come definirla? Tenerissima! Non sapeva molto di lei, ma sapeva che non aveva conosciuto suo padre. Se Kevin McBride era la sola cosa simile a una figura paterna che Jessica aveva visto negli ultimi tempi... la cosa non era incoraggiante. Conosceva Kevin e sapeva che non era il tipo dell'affettuoso papà. "Sai," disse dopo aver riflettuto qualche secondo su come rispondere. "Anche noi uomini, spesso, pensiamo la stessa cosa di..... voi donne!" aveva sorriso di nuovo, perché era molto difficile -per lui- considerare Jessica una *donna*! Era ancora una *bambina*!... "Lo so, nella vita non è facile capirsi... Anzi, molte volte avvengono delle incomprensioni... Ma, credimi... Succede soprattutto quando teniamo molto a qualcuno." Jessie si stupì per quella risposta. «Ma che dice? A Kyle non ci tengo...» pensò. «Oh sì? Se non mi interessava non me la sarei presa così tanto, giusto...??» concluse tra sè e ritornò a guardare Roger. Lei non era il tipo di tanta confidenza ma in quell'uomo c'era qualcosa faceva venire la voglia di aprirsi. "Mi scusi per la domanda di prima, signore, è che... vede... Sono venuta alla festa con un ragazzo che è stato gentilissimo con me ma poi improvvisamente è cambiato... e dunque ci sono rimasta un po' male... ma forse la sto annoiando... mi scusi ancora," disse arrossendo e abbassando gli occhi. "Ma no, Jessica... Non mi annoi, stai tranquilla. So che stasera sei venuta alla festa con Kyle McBride. Io conosco quel ragazzo... da un bel po' di tempo. E so che lui... tiene molto a te. Non sono affari miei... però ho dei figli anch'io e capisco quando qualcosa non va." Tacque per qualche istante, poi aggiunse: "Ascolta, Kyle non è un cattivo ragazzo... Ma penso che potrebbe anche.... farti del male, pur non volendolo. Vorrei che tu stessi molto, molto attenta. E, se avrai bisogno di qualcosa... Beh, puoi rivolgerti a me. Ricordalo sempre. Okay?......" "Grazie Roger" si era sentita stranamente portata a chiamarlo per nome... "Ma ora... con Kyle adesso come mi devo comportare?" "Tu gli vuoi bene, non è vero?..." Roger inclinò la testa da un lato, guardando la ragazza negli occhi. Non era necessario aspettare una risposta. Quell'uomo sapeva leggerle nel profondo e anche se cercava disperatamente di non pensare a Kyle ma non poteva ... Comunque Roger aspettava ancora una risposta e quindi disse: "Io vorrei parlargli ma ho paura..." Avere paura di un ragazzo non era un buon inizio. Roger lo sapeva. Come un flash ritornò alla sua memoria una scena vissuta molti anni prima. E rivide lo sguardo pieno di terrore di Holly, quando lei aveva paura di lui. "Credo che per il momento sia meglio che tu lo lasci sbollire il suo malumore da solo. Lascialo tranquillo. Cerca di divertirti, dopotutto sei a una festa molto importante. Non pensare a lui ora. Se vuoi posso parlare io con Kyle, e cercare di capire cosa gli sta succedendo... ma tu promettimi una cosa: non avvicinarti a lui, finché ne avrai paura. Faresti del male sia a quel ragazzo che a te stessa." A Jessie piacque la risposta di Roger e aveva ragione... Quella sera si sarebbe divertita anche senza Kyle... Non sapeva se ne sarebbe stata capace ma ci avrebbe provato. "E' vero, Roger, stasera mi divertirò anche senza Kyle e forse parlare con lui può essere una buona idea... Ma..." "Cosa?" "Ehm, forse è meglio parlare con Kyle in un altro momento... Stasera ci sono dei tipi strani che non mi piacciono e credo che siano loro la causa del cambiamento di Kyle. Non vorrei che... Magari, sì insomma... la situazione potrebbe peggiorare..." e guardò alcuni tipi che stavano osservando proprio lei... "Non ti preoccupare..." Roger guardò verso gli uomini che preoccupavano Jessie. "Credo di poter gestire questa faccenda." |
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Kyle era rimasto fuori, sulla terrazza a fumare per calmarsi i nervi.
Si era scelto un angolo dietro una siepe dove nessuno poteva rendersi
conto della sua presenza e quindi dargli fastidio. Aveva così
avuto modo di vedere e sentire, non visto, la strana scena che si era
svolta tra Elijah e quella ragazza bionda, prima dell'entrata in scena
di Nichelle.
«Chissà chi sarà quella bionda da sballo... Ecco un modo per poter dimenticare Jessie, potrei chiedere a quella tipa di passare la serata con me» pensò... «Non ti preoccupare Lij, mi occuperò io della tua amichetta!» Kyle stava per uscire allo scoperto quando sentì che stava arrivando qualcun altro ... Ritornò alla posizione di prima e rimase in silenzio ad osservare cosa accadeva... |
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Jessie guardò Roger allontanarsi da lei con sguardo pieno di
ammirazione... Quell'uomo era riuscito a conquistare la sua fiducia
e l'aveva anche capita. Adesso poteva parlare con lui senza timore e
ne era stranamente contenta. Pensava a come sarebbe stato bello se lui
fosse suo padre, quando sentì ancora quella sensazione di essere
osservata. Si guardò intorno e li vide... I cosiddetti amici
del padre di Kyle... Uno di loro si avvicinò alla ragazza e appoggiandosi
al muro disse: "Se vuoi vivere lascia in pace Kyle... Smettila
di fargli il lavaggio del cervello ... Hai capito ragazzina?" e
se ne andò lasciando una Jessie pallida e terrorizzata dalla
paura. All'improvviso sentì aumentare la temperatura e le gambe
cominciarono a tremare... Aveva la sensazione di soffocare in quell'angolino
al buio e quindi decise di raggiungere la terrazza. Anche se con fatica
riuscì ad uscire e appena fuori respirò profondamente.
Faceva freddo ma a Jessie non importava, lei stava bene così.
Stava osservando il cielo ma purtroppo le nuvole impedivano a Jessie di vedere le stelle... Delusa stava per entrare quando qualcuno disse: "È un peccato non poter vedere le stelle vero?" Dallo spavento, la ragazza si fermò e si girò verso la persona che aveva appena parlato... Jessie non poteva crederci, era lui... Il barista del Lighthouse: Lij Wood... Per un'istante che parve infinito si guardarono negli occhi e Jessie provò una piacevole e rassicurante sensazione... !!! |
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Kyle
osservò tutta la scena in silenzio... Non solo quel bastardo
poteva fare quello che voleva ma poteva anche stare con chi voleva...
Prima stava parlando con quella biondona e ora si permetteva di fare
il galante con la sua Jessie mentre lui non poteva nemmeno salutarla...
«Chi si crede di essere?» |
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Jake stava con Li, sua amica e collega di lavoro da sempre. Avevano
un buon rapporto basato sulla fiducia e sincerità. "Allora
Li, parlami un po' di come stanno andando le cose alla WTWR."
"Beh Jake, il 50% della WTWR è in mano al signor Thorpe e mi pare di aver capito che vuole comprare anche la tua parte. Hai fatto l'errore di trascurarla e quindi lui ne ha approfittato," disse con naturalezza. "Eh sì, è stato un errore imperdonabile il mio, ma non posso cedere la mia parte, non posso." Disse fissando il vuoto. Li lo aveva capito, sapeva perché quella proprietà era molto importante per lui. "Secondo me, il signor Thorpe si metterà d'accordo con te e diventerete soci d'affari. Sono sicura che non mollerai tanto facilmente e farai capire che sei una persona in gamba." Jake sorrise a Li... Sapeva sempre come prenderlo, era proprio in gamba. Non aveva nemmeno bisogno di chiederle da che parte stava, perché tanto lo sapeva già e bastava guardarla negli occhi. "Senti Li, mi sai dire qualcosa su Jessica Bradford?" "Jessica Bradford dici? Ah sì, so chi è... E' figlia di Helen Bradford, una ex-modella che adesso possiede un negozio di abbigliamento maschile..." Gli occhi di Jake si illuminarono e questo Li lo aveva notato, lei sapeva che lui conosceva Helen. "E dove si trova questo negozio?" chiese Jake. "Posso darti l'indirizzo, se proprio vuoi..." E poi sorrise, perché era evidente che lui lo voleva. Jake segnò l'indirizzo su un pezzetto di carta. "Grazie Li sei un tesoro." "Di nulla caro, per te questo e altro. Hai intenzione di vederla?" Jake non rispose ma guardò negli occhi la donna come se volesse dirle: "Ma che domande fai? Certo che sì..." Li Wei lo aveva capito da un pezzo e non andò oltre... In fondo non erano fatti suoi. |
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«Ecco
mi ci mancava solo questo tipo mezzo ubriaco
che serata fantastica!»
pensò Lij e con un gesto secco si frappose tra lui e Jessie.
"Amico ti consiglio di darti una calmata, mi sembra che lei non voglia averti così vicino " e alzò un mano davanti a sé. Kyle si innervosì ancora di più. "Che accidenti vuoi tu quante te ne vorresti fare stasera eh?" gli ringhiò contro. Lij gli lanciò uno sguardo severo. Poi si girò per un breve istante alla sua sinistra e incrociò nuovamente gli occhi con Klaudia che stava seguendo la scena da dentro. Nichelle aveva assunto un'espressione infastidita mentre lei era sempre pallida e lo fissava preoccupata. Jessie dietro di lui tremava come una foglia. Dentro il salone era sceso un silenzio carico di attesa spezzato solo da qualche brusio sommesso. Tutti si erano voltati in direzione della terrazza. Mentre Kyle restava davanti a lui guardandolo ferocemente. Era preda di una gelosia galoppante nonché di una quantità eccessiva di alcool nel sangue. Lij l'aveva intuito anche se non capiva il perché di una reazione tanto spropositata, in fondo lui e Jessie stavano solo parlando. «Devo cercare di raddrizzare questa situazione o ho paura che degenererà » pensò innervosito. "Jessie vieni con me tesoro e lascia stare questa sottospecie di barista " sussurrò con un'espressione equivoca. "Kyle smettila sei ubriaco " lei cercava debolmente di opporsi. Non lo aveva mai visto in quello stato. Era fuori di sé e le faceva paura. Cosa gli stava accadendo? "Ha ragione dovresti cercare di riprendere il controllo ci stanno guardando tutti " si intromise Lij. "Stai zitto tu! Sai cosa me ne frega che ci guardano? Hai qualcosa da nascondere per caso ?" Era carico di rabbia, i suoi occhi scuri mandavano lampi e sembrava davvero intenzionato a passargli sopra pur di riprendersi quella innocente ragazza. "Sto solo dicendo che non è il modo di comportarsi ad una festa e con Jessie soprattutto " "Ah! Ma senti! Abbiamo qui il profondo conoscitore dell'animo femminile già tu sei un vero esperto te la fai con Nichelle e ora vuoi Jessie e scommetto che ci impiegherai un secondo a portarti a letto anche quella bionda mozzafiato con cui parlottavi prima " Lij sentì il sangue salirgli alla testa Cercò in tutti i modi di mantenere il controllo e si voltò verso Jessie che lo guardava con occhi pieni di ansia. "Meglio che ce ne andiamo, è impossibile ragionare con lui ora " Lei annuì guardando in direzione di Kyle ma non fece in tempo ad impedire quello che successe subito dopo. Lo vide posare un mano sulla spalla di Lij. Lo vide avvicinarsi pericolosamente. Elijah si voltò e fu investito da un pugno in pieno viso. Vacillò e cadde pesantemente a terra mentre dal naso gli uscì un rivolo di sangue. Jessie urlò e si precipitò su di lui. "Oddio! Stai bene ?" Lui fissò davanti a sé stordito poi la guardò per un istante senza capire bene cosa fosse successo. Era stato preso alla sprovvista. "Niente di grave " scosse la testa per riprendere il controllo e le sorrise per tranquillizzarla. Jessie istintivamente contraccambiò. Lui si rialzò e si rivolse a Kyle che troneggiava davanti a lui con l'atteggiamento da cavaliere dell'apocalisse. "Sei impazzito?" alzando la voce. "Ho solo iniziato con te " e gli sorrise in modo diabolico. "Jessie allontanati da qui, vai vicino a Nichelle per favore " "Ma io " balbettò lei. "Fai come ti ho detto per piacere " le sussurrò senza smettere di fissare Kyle davanti a sé. Jessie allora si allontanò. Mentre Lij si asciugò il sangue con il dorso della mano. "Allora la vuoi piantare?" si rese conto che faticava a mantenere la calma. Quel tizio si meritava davvero una bella lezione. Ma lui odiava venire alle mani. Aveva sempre pensato che fosse un modo davvero stupido di risolvere i problemi. Ma con Kyle sembrava inutile parlare. Era carico come una bomba ad orologeria. "Non mi venire a dire quello che devo fare sai? Non reagisci devo pensare che sei un codardo?" "Sei solo tu che sei un manesco e pure ubriaco " gli rispose con voce ferma. "Ah ma davvero sentitelo il signor perfettino! Non si sporca le mani lui, eh? Bene, vediamo se così reagisci!" Lij lo guardò perplesso. Cosa intendeva dire? Kyle si mosse fulmineo dalla terrazza in direzione di Nichelle. Ma non era lei che aveva puntato. Klaudia era rimasta paralizzata di fronte a quella scena e non riuscì a capire in tempo quello che stava per succedere. Sentì solo una mano che l'afferrava per il braccio e due labbra roventi che si posavano violentemente sulle sue. Per una frazione di secondo Lij non capì più nulla. Non si rese neanche conto di come fu che si ritrovò addosso a Kyle mollandogli un pugno in pieno stomaco. "Toglile subito le mani di dosso!" urlò accecato dall'ira. L'altro si piegò per il colpo ricevuto e per un istante sembrò che l'aria si fermasse intorno a loro. Nessuno si mosse. Né si udì alcuno dei presenti fiatare. Klaudia era impietrita e dietro di lei immobile stava una stupita Jessie. Mentre una ancora più sconcertata Nichelle aveva perso la parola. Stava cercando di far ragionare il suo cervello più velocemente che poteva, ma non riusciva ad approdare da nessuna parte. La situazione era troppo paradossale. Di nuovo quello sguardo da pazzo. Lij aveva perso le staffe proprio nell'istante in cui Kyle si era buttato addosso a Klaudia. C'era qualcosa che non quadrava affatto in quella storia. |
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Lij era rimasto a guardarlo stavolta lui dall'alto in basso. "Allora ce le hai le palle! Bravo barista te la cavi" gli rispose con voce rotta Kyle. Lij fumava letteralmente, mentre teneva il pugno chiuso alzato sopra la propria testa. Poi improvvisamente si rese conto di aver esagerato. Chiuse un istante gli occhi e prendendo una boccata di ossigeno abbassò il braccio. Si voltò in direzione di Klaudia. Lei lo fissava con uno sguardo sconvolto. Capì di aver avuto la stessa identica reazione di tanti anni prima quando un suo amico aveva tentato di baciare la sua ragazza di allora proprio lui che non era un tipo che veniva alle mani se non per strettissima necessità. Ma non poté fermarsi a riflettere sulle conseguenze del proprio gesto che Kyle, ripresosi dal colpo subito gli si gettò addosso. |
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Roger, dopo aver lasciato Jessie, aveva pensato di andare a parlare
con Kevin McBride, ma non era riuscito a vederlo, in mezzo alla folla
della sala.
E proprio in quel momento accadde qualcosa che cambiò completamente i suoi piani per la serata. Kyle e Lij avevano cominciato a litigare, e ad un certo punto si erano presi a pugni! Senza neanche pensarci, Roger si avvicinò ai due galletti da combattimento. Jake stava ancora parlando con Li quando si accorse che i due ragazzi si stavano picchiando e nessuno aveva ancora fatto nulla per fermarli. Lasciò la sua amica e accorse nel punto della rissa. Si intromise tra di loro e disse: "Ragazzi basta. State calmi... ma che vi prende?" e nel frattempo aveva allungato le braccia cercando di tenerli lontani l'uno dall'altro. Roger intervenne in quel momento: afferrò Kyle per le braccia, esclamando: "Insomma! Che state combinando, voi due?! Questo non è un ring!" "Lasciatemi stare!!... è una questione personale." esclamò il ragazzo tentando di gettarsi nuovamente su Lij, ma Jake gli si mise davanti. "No, ragazzo. Non è una questione personale. Non ti sei accorto che vi stanno guardando tutti. Ora basta." disse Jake. Kyle tentò di piacchiare anche Jake ma Roger lo tenne fermo. "Kyle!!! Cerca di ragionare!!!...." gli disse. Nel frattempo, gli amici di Kevin stavano guardando la scena schifati... Uno di loro prese in mano il cellulare e digitò un numero... |
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Harriet
e Virgie erano ancora sedute al loro tavolo, per lo più sgranocchiando
stuzzichini e bevendo sorsi di aperitivi, ma soprattutto commentando
ciò che avevano visto.
Prima l'apparizione della signora Thorpe, che le aveva lasciate un po' di stucco, per la strana maniera di comportarsi con il marito. Sembrava gelosa, ma qualcosa non era chiaro per nessuna delle due. Virgie aveva già esposto i suoi commenti in poche parole sulla figura di Amanda senza lasciare fuori nulla, le sue parole non erano state certo benevole, anzi... Qualunque cosa di male avesse fatto Mr. Thorpe, il matrimonio con quella vacca di donna là lo ammetteva in paradiso, secondo i suoi parametri, e non solo: se.. buon sangue non mente.... Decisamente sapeva chi era, e conosceva pure un po' della sua storia, tanto per dirne una sola, nessuno sapeva con chi era stata concepita sua figlia, magari non lo sapeva neppure lei. La figlia era la giovane Jen, che Harriet aveva intravisto qualche volta nei primi tempi in cui abitava alla villa. "Esattamente -replicò Virgie- una fotocopia della madre, forse in peggio, bene che non ci sia." Pure Harriet pensava: si domandava se la sua presenza nella villa sarebbe stata ancora gradita, o meglio accettata dalla moglie di Roger. Boh.... poco male se la signora dall'Austria appare di colpo ad Aurora, il padrone ne sarà stato avvisato prima, quindi perché non avvertire pure lei se la cosa non era più gradita? Boh..... in fondo l'aveva assunta lui, e se la moglie non gradiva, pazienza. Anticipando il suo pensiero Virgie tuonò: "Stasera vieni a casa mia!" Ma dopo aver ancora riflettuto, Harriet decise che lei la mattina dopo sarebbe stata al suo posto, come una normale governante. "Lo deve spiegare lui, se non sono gradita" esclamò. "Ma proprio stasera doveva arrivare quella specie di moglie vagante, brutta razza" -disse Virgie e poi aggiunse allungando il collo più che poteva: "È la serata delle sorprese... Guarda quella bella ragazza dagli occhi azzurri incredibili che si trascina quell'ometto." "Quale ragazza -disse Harriet- mettiti gli occhiali, cara, per favore.." "Mettili tu, io li ho già... e guarda là, la bella bruna -secondo te è un azzurro normale?" "A proposito, è insieme all'amico avvocato di Mr. Roger, bella donna, un po' giovane per lui e che bei rubini!!! Un tantino volgare, mi pare....... ma niente di strano, anche lui è un inguaribile donnaiolo.." "Harriet!!!! Guardala meglio, l'hai mai vista qua? Guardale la faccia..." "No, mai vista, -chiese Harriet- dovrei?" "Uhhhhhhhhhhffffffff!" sbottò Virgie, "ancora non mi vuoi capire, potessi scattare una foto ora, a casa capiresti cosa voglio dire." Harriet scosse la testa. "Ok, guardala bene, ora vengono verso di noi, vuoi conoscere l'avvocato amico di Roger? " "Ufffff........ uno che va in giro con una così deve costare una bella cifra...s arà mica sua moglie, per caso?" "Ma dai, Virgie! Quelli sono sposati come noi due!!" Scoppiarono entrambe a ridere. Proprio in quell'istante, Leo la riconobbe. "Oh, Mrs. Harriet... È un piacere vederla qui. Le presento la signora Mabel Grahn." "Mia cugina Virginie Lovely, avvocato......" Intanto Virgie non toglieva gli occhi dalla faccia della donna, sempre più sicura di aver visto giusto. I due poi si allontanarono, ed Harriet chiese alla cugina se avesse visto un fantasma........ |
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Il
Direttore del Country Club era andato a chiamarli personalmente, mentre
lui e Katherine stavano bevendo delle bibite analcoliche (mai bere
in servizio!...). |
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FINE
NONA PUNTATA
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