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QUINDICESIMA
PUNTATA
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"No!!!!!!......... Gabriel!!!! Non sparare!!!!!!.........." Amanda si svegliò di soprassalto. Il cuore batteva rapido e il respiro era veloce. La sua fronte e il collo erano velati di sudore. Si passò le mani nei capelli. Era da tanto che non faceva quel sogno. "Roger..........?" Ma lui non c'era. Era sola nel letto.......... Con un respiro profondo si alzò dal letto e prese la veste da camera che aveva lasciato abbandonata su una sedia la sera prima. Passando davanti allo specchio guardò la propria immagine.......... Era strano.......... Chi era quella donna che la stava fissando?............ Amanda. AmandaAmandaAmandaAmandaAmandaAmandaAmandaAmandaAmandaAmanda... Ma faticò un bel po' a riconoscersi. Fece un bagno rilassante, con molti sali profumati, poi indossò un completo leggero, nei toni del viola, giacca e gonna, con dei deliziosi ricami, e un foulard di seta trasparente, in tinta. Un trucco sapiente rese i suoi occhi profondi e le labbra vogliose......... Ecco!!!!!! Ora l'immagine che vedeva davanti a sé era quella di una donna sicura. Gabriel era lontano. Nascosto nel passato. Non le avrebbe fatto del male. Mai più........... Ora aveva fame. Era ora di fare colazione.......... |
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Jessie era stata vicina a Kyle per tutta la notte. Quando lo aveva trovato davanti alla porta, si era spaventata molto e per fortuna (e mai avrebbe pensato che un giorno avrebbe detto così) che c'era Nichelle con lei. Insieme lo avevano portato al Lifestyle Medical Center. Lì avevano trovato un giovane medico molto gentile e in gamba... Non si ricordava il nome ma l'avevano colpita i suoi modi di fare sicuri e professionale, insomma ci sapeva fare. Lo aveva medicato e lo aveva fatto sistemare in una stanza dell'ospedale. Voleva tenerlo d'occhio e quindi non aveva permesso alle due ragazze di portarlo via. Jessie era rimasta con lui, mentre Nichelle era andata via. Ora si trovava ancora in quella stanza accanto a Kyle. Per tutta la notte non era riuscita a dormire perchè il pensiero di chi poteva aver fatto un gesto simile, non l'aveva abbandonata nemmeno per un secondo. Il ragazzo stava ancora dormendo e quindi decise di uscire dalla stanza e di avvisare Roger. Appena fuori, andò nella sala d'aspetto e li compose il suo numero... |
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Nel suo appartamento a Chicago, Melody era seduta davanti a quella che doveva essere la sua colazione, ma non aveva molta voglia di mangiare. Aveva dormito poco tutta la notte, e quando era riuscita ad addormentarsi, finalmente, ormai era praticamente l'alba. Fissò rassegnata la tazza di latte parzialmente scremato con i cereali e il bicchiere di spremuta d'arancia. Anche dopo sei mesi non si era ancora abituata alla mancanza della sua abituale tazza i caffè mattutina. Sospirò. Pensava. Per la verità aveva la testa piena di pensieri, che si rincorrevano frenetici. E uno prevaleva su tutti. Il bambino. Il suo bambino. Un lieve sorriso le piegò le labbra, diffondendo sul suo viso una luce dolcissima. Ormai mancava poco alla nascita. Ed era impaziente di conoscere suo figlio. Ma, ovviamente, ogni volta che pensava al bambino... la mente le riportava prepotente il ricordo di Roger. Roger... i suoi baci... le sue carezze... Era un'ossessione?!... Era diventata pazza?... Si asciugò una lacrima. No. Non avrebbe pianto. Lei sarebbe stata forte. E avrebbe allevato il bambino da sola. Poi però sbuffò. "Oh, Mel, chi vuoi prendere in giro?..." si disse a mezza voce. "Non saresti qui a Chicago se tu non sperassi ancora, in fondo al tuo cuore, di poter tornare con lui. Tu muori dalla voglia di rivederlo... e di dirgli che diventerà padre di nuovo. Per questo hai fatto la follia di scrivere alla signora Foxley." Ripensò alle parole gentili che Harriet le aveva detto nella sua telefonata. Era stato un sollievo per lei poter parlare con qualcuno. Non poteva tornare dalla sua famiglia... Loro non avrebbero capito. E Harriet invece era stata comprensiva ed era riuscita a confortarla. Ma non voleva appoggiarsi completamente agli altri. Lei voleva sorreggersi da sola. Per tutta la vita era sempre stata forte. Ora non sarebbe diventata vigliacca. |
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Nigel frenò e fermò la moto alla fine di un viottolo sterrato. Pochi metri davanti a loro c'era la spiaggia di sabbia finissima che incontrava le acque del grande lago Michigan! "Eccoci arrivati, Joanne! Che ne pensi? Non è uno spettacolo fantastico?!..." Era rimasta incantata da quel paesaggio mozzafiato. "E' veramente bellissimo..." Si diresse verso l'acqua, ammirando il paesaggio.. Appoggiò la borsa sulla spiaggia e si tolse il vestito "Allora Nigel? Non vieni a farti un bagno?" Il ragazzo aveva posato a terra lo zaino e si tolse la maglietta e i pantaloni. Anche lui, sotto portava solo il costume. "Cosa aspettiamo?!...." E la prese per mano trascinandola verso l'acqua, correndo. L'acqua era abbastanza fredda ma piacevole Nigel era molto bello in costume e Jo non perse occasione di osservarlo mentre nuotava A un certo punto Nigel sparì sott'acqua... si avvicinò nuotando e sfiorò le gambe di Joanne. Poi riemerse accanto a lei, schizzando intorno una gran quantità di spruzzi! Lei rispose agli spruzzi iniziando buttargli acqua addosso e poi uscì dall'acqua per andare a prendere un po' di sole. Nigel fece ancora un paio di bracciate, poi seguì Jo sulla spiaggia e si distese accanto a lei, grondante di mille goccioline d'acqua che scivolavano sulla sua pelle e gli arricciavano in maniera birichina i capelli. "Si sta proprio bene qui...grazie di avermici portato. Mi ci voleva proprio.." "Questo è un altro posto molto speciale per me. Ci vengo ogni estate, più o meno. Mia madre è nata a Racine, e abbiamo ancora una casa qui. Il faro è sempre stato il compagno delle storie che mi raccontavano da bambino. Questo faro si chiama Wind Point, ed è stato costruito nel 1880. Lo sai che fa parte di un gruppo di cinque fari 'gemelli'? Questo è la copia esatta del faro che si trova in una cittadina dell'Illinois, non lontano da Aurora. Non so se la conosci, si chiama Evanston, e il faro gemello di questo si chiama Grosse Point. Io ci sono stato, una volta. Ma preferisco Wind Point. Qui è molto, molto più bello!!" "Qui è meraviglioso... a Sidney non c'erano fari.. e devo dire che questo da un aspetto suggestivo al paesaggio.." "È vero... lo penso anche io." Guardò il lago, immenso e blu, davanti a loro. "Se vuoi possiamo anche noleggiare una barca, e andare un po' al largo. Oppure.... possiamo restare qui a scaldarci al sole, pigramente, come due lucertole!" e rise, allegro e felice. |
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Roger continuava a guardare Amanda come se volesse leggerle dentro. La conosceva bene, e sentiva che lei gli stava nascondendo qualcosa. Ebbe la conferma quando vide che la mano che reggeva la tazza di caffè tremava leggermente. Provò un senso di disagio. Amanda era pur sempre sua moglie. E lui sentiva che avrebbe dovuto... Avrebbe dovuto fare qualcosa. Ma c'era come un muro, tra lui e sua moglie. E lui non faceva niente per spezzare quel muro. "Non ho dei progetti particolari... Ho un appuntamento nel pomeriggio, ma prevedo di sbrigarmi in fretta..." disse Roger. "Solo pensavo che... Ecco, pensavo che potevamo parlare un po'..." Amanda sollevò un sopracciglio, e gli lanciò uno sguardo ironico. "Tu vuoi........ parlare?!.........." era sorpresa. Poi lo sguardo le si raddolcì. "Siamo una vecchia coppia sposata, vero?........" "Cinque anni." disse Roger. "L'11 Marzo è stato il nostro anniversario.........." mormorò Amanda, sguardo basso a fissare la tazza di caffè. "E tu dov'eri, quel giorno?..." chiese lui. Amanda scosse le spalle. "Non lo so...... Non lo ricordo proprio...... Ha importanza?........." Era triste. Ma perché???...... "Ha importanza solo il fatto che non eravamo insieme, Amanda." Lei lo guardò ansiosa. "Roger...... Tu..... Tu vuoi..... Il divorzio?........" Lui ricambiò lo sguardo. "No" rispose. "Non è cambiato niente dal giorno in cui ti ho sposata." Amanda si alzò e gli andò vicino. Aveva di nuovo sul viso la sua solita espressione sicura di sé. Gli posò una mano su un braccio. "Roger........ io......" Ma in quel momento, all'improvviso, il cellulare di Roger si mise a squillare. E prima che lui potesse fare il minimo tentativo di rispondere, Amanda afferrò l'apparecchio e rispose, facendo l'occhiolino al marito. "Pronto?.........." «Una voce di donna? Strano» pensò Jessie. "Ho assolutamente bisogno di parlare con Roger, è importante." "Sono la moglie di Roger......... Aspetti, glielo passo subito!........" Poi, rivolta a lui disse: "Roger, è una ragazza....... Dalla voce si direbbe molto giovane.......... Dice che ha una cosa importante da dirti.......... Devo essere gelosa???........." E sorrise accattivante. |
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Roger toccò con un dito la punta del naso di Amanda, per ricambiare il suo occhiolino. "Gelosa di chi?..." le disse scherzando. Poi prese il cellulare e rispose. "Sono Roger Thorpe. Chi parla?..." "Roger, sono Jessie..." "Jessie?... Cosa succede?" "Mi trovo... Mi trovo al Lifestyle... Medical Center... si... si tratta di Kyle" "Kyle?!... Jessica, per favore, calmati... Spiegami bene cosa è successo! Kyle sta male? Ha avuto un incidente?... E tu, stai bene?..." chiese Roger corrugando la fronte. "Io sto... bene... ma Kyle..." Jessie non riuscì a finire la frase... Aveva paura , ma doveva pur dirglielo... Solo che, era terrorizzata... "L'ho trovato davanti a casa mia, ieri sera quando sono tornata dopo il lavoro..." si fermò e fece una pausa per riprendere fiato... "Coraggio, dimmi tutto... Siete stati minacciati da qualcuno?..." "No, ma ho trovato Kyle in pessime condizioni... Roger... Qualcuno lo ha picchiato e di brutto. Non so come sia riuscito ad arrivare fino a casa mia. Per fortuna c'era Nichelle con me e lei mi ha aiutato. Insieme lo abbiamo portato qui." "Lo hanno picchiato?!..." Roger si alzò in piedi. "Come sta? È cosciente?..." "Beh, il medico ha detto che si riprenderà presto ma non lo ha voluto lasciare andare. Sono stata con lui, tutta la notte e non si è mai mosso. Anche quando sono uscita per avvisarti, lui stava ancora dormendo." "Va bene, Jessie, ho capito tutto. Aspettami lì. Arrivo il più presto possibile!..." esclamò Roger. "Che cosa è successo?........" chiese Amanda dopo che Roger ebbe chiuso la conversazione. "Kyle McBride... Lo hanno aggredito e picchiato. Ora è in ospedale." Roger si diresse alla porta e Amanda lo fermò. "Stai andando da lui?" "Sì." Roger stringeva i pugni nervosamente. "Avrei dovuto prevedere una cosa simile. Kyle sapeva di essere in pericolo. Mi aveva raccontato delle cose..." "Ma Roger........ Non è certo colpa tua!!!!!......." Lui annuì stancamente. "Lo so! Lo so!... Beh, adesso scusami... Devo proprio andare. Ti telefono più tardi" disse uscendo. Amanda rimase qualche momento immobile, poi gli corse appresso. "Roger!!!......" Sorpreso, lui si voltò. "Sì?..." "Ecco....... Roger, vorrei venire con te!" esclamò lei quando lo raggiunse nell'atrio. "Amanda..." iniziò Roger, ma lei lo interruppe. "Sì, lo so lo so che non sarei certo utile........ Ma....... Non voglio restare a casa, da sola........." Un'espressione inquieta le passò sul viso. "Questa villa........ è così grande......... E io....... Ti prego, non lasciarmi qui......... Non oggi." Socchiuse gli occhi nervosamente. "E poi sono senza macchina, visto che l'ho prestata a Leo, ieri sera. E sono anche senza cellulare, dal momento che me lo hanno rubato!........." Roger fece un cenno affermativo. "Va bene, Amanda, vieni pure..." All'improvviso aveva provato di nuovo quella sensazione di disagio. Il rapporto tra lui e Amanda si era deteriorato nell'ultimo anno, non completamente per colpa sua. Tuttavia ora si stava chiedendo se forse c'era qualcosa che poteva fare per migliorare quella situazione. Forse valeva la pena di fare un tentativo per salvare il loro matrimonio?... |
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Jo aprì gli occhi senza realizzare subito dove si trovava... si era appisolata un pochino. Stare al sole la rilassava, forse un po' troppo... girò la testa e vide che fortunatamente Nigel era ancora accanto a lei. "Scusa... mi sono addormentata, è che si sta così bene!" Lui l'aveva guardata tutto il tempo in silenzio. E ora quasi non riusciva a parlare, sopraffatto dalle proprie emozioni. Del resto non poteva certo dirle che aveva fantasticato su come doveva essere bello poter accarezzare i suoi capelli, sfiorare la sua pelle, e... Si riscosse. Non doveva lasciarsi trasportare. Joanne era bella. Bellissima. Ma per ora erano solo amici, e non voleva rischiare di rovinare tutto apparendo ai suoi occhi come un ragazzino immaturo. "Vuoi che ti spalmi un po' di crema solare? Il sole è fantastico, ma meglio non rischiare una scottatura..." Ops!!! «Nigel!!!... Ma che cavolo dici??? Oh, allora è proprio vero! Il tuo cervello, se mai ne hai avuto uno in dono dal Buon Dio, è andato in vacanza alle Maldive!!!...» Ma ormai la frittata era fatta. E lui desiderava da morire che lei...... No! Desiderava solo che non lo mandasse a quel paese! Rimase un attimo spiazzata, allora Nigel non era poi così timido...Fortunatamente iniziava a risvegliarsi!! "Volentieri, mi faresti un piacere...non vorrei diventare un'aragosta!!!" "Adoro le aragoste!... Ma ti preferisco nella tua forma umana!!" La prese bonariamente in giro. Quindi aprì il flacone di crema solare e se ne versò una certa dose sulle mani. Poi... Appoggiò delicatamente le mani sulla schiena di lei e iniziò a massaggiare. La pelle di Joanne era morbida e vellutata. Sfiorarla era una sensazione bellissima. Ma... «Pessima idea, Nigel!... Adesso non vorresti più lasciarla andare!...» Quel massaggio avrebbe potuto portare effetti incontrollabili anche perché Nigel era molto bravo.... voleva girarsi e baciarlo ma decise che avrebbe dovuto fare lui la prima mossa... "Sei bravo a fare i massaggi...." Nigel rise. "Allora se non avrò successo in televisione, potrò sempre guadagnarmi il pane facendo il massaggiatore!!..." Moriva dalla voglia di chinarsi su di lei e baciarla. Anzi, istintivamente si era avvicinato un po'. Pochi centimetri li dividevano... Ma proprio in quel momento si sentì un urlo strozzato e qualcosa di colorato e tondeggiante colpì in pieno Nigel alla testa, sbilanciandolo e facendolo finire con il naso nella sabbia. Subito due bambini si avvicinarono ridendo. "Ci scusi, può ridarci il pallone?..." Nigel li trapassò con uno sguardo che in confronto il Conte Dracula era un innocuo passerotto. «Ma io lo polverizzo, il vostro stupido pallone!!!» pensò con istinti omicidi. Ma si contenne. Prese il pallone che lo aveva appena reso ridicolo davanti agli occhi della più bella ragazza della spiaggia (e del mondo!, almeno per lui...) e invece di trasformarlo in coriandoli lo restituì ai marmocchi, con uno stiratissimo sorriso sulle labbra. «Piccole pesti!!!» aggiunse mentalmente mentre li osservava allontanarsi. L'espressione sul suo viso era molto, molto, buffa!... Joanne osservò tutta la scena in silenzio per poi scoppiare a ridere dopo aver visto la faccia di Nigel.... non riusciva a smettere e l'unica cosa che riuscì a dire fu "Scusa Nigel ma... sei troppo buffo!!" E si accasciò sull'asciugamano continuando la risata... Cercò un attimo di riprendersi e si girò verso di lui ma non poté trattenere un sorriso... Oh, no!... Quello era davvero troppo!... Joanne rideva di lui?!... Nigel sorrise poi finse di essere molto offeso. "Come ti permetti?... Non prenderti gioco di me!!" La guardò ardentemente. "Lo sai? Ti meriti una lezione per aver riso delle mie disgrazie! E sarà inutile implorare pietà!" Poi iniziò a farle il solletico. Aveva beccato il suo punto debole, soffriva da morire il solletico e per lei in quel momento non c'era scampo... "Nigel ti prego smettila! Soffro tantissimo il solletico!!!!" Lui rise insieme a lei, allegramente. La teneva imprigionata fra le braccia e mentre lei si dibatteva per sfuggirgli le loro bocche si sfiorarono. Fu un attimo e Nigel non si fece sfuggire quell'occasione. Aveva desiderato troppo a lungo scoprire che sapore avevano le labbra di Joanne. Quindi la strinse più forte e la baciò. Pochi secondi, e con un mugolio si staccò da lei. Ma solo per poi chinarsi di nuovo e prendere la bocca di lei con una passione mai provata prima. Si lasciò stringere e gustò quei baci cercando di carpire ogni sensazione, ogni sapore. Era diverso dalle altre volte, forse quella sarebbe stata la volta buona... inoltre Nigel oltre che un bravo massaggiatore era anche un gran baciatore! Rispose alla passione di lui avvolgendo le braccia al suo collo e tenendolo stretto a sé, quasi come per non farlo scappare... |
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Ci avevano messo pochi minuti ad arrivare al Lifestyle Medical Center. E appena giunti, Roger aveva chiesto della stanza di Kyle. Una infermiera al banco delle informazioni gliel'aveva indicata. Roger e Amanda entrarono. Kyle era disteso sul letto e Jessie era seduta accanto a lui. Il ragazzo era ancora addormentato. Jessie si alzò in piedi non appena vide entrare i due, e quasi corse incontro a Roger. "Roger!... Finalmente sei qui..." Era ancora spaventata, glielo si leggeva negli occhi. "Ci sono novità sulle condizioni di Kyle?" Lei scosse la testa. "No, non ci sono stati cambiamenti e non si è mai svegliato...Tra non molto dovrebbe ritornare il dottore e lo visiterà di nuovo." A quel punto, Amanda si fece avanti, sorridendo alla ragazzina. "Tu sei Jessie? Io sono Amanda Thorpe, la moglie di Roger!" le disse. "Mi dispiace tanto per il tuo ragazzo. Sei molto in pena per lui, immagino..." Jessie si sorprese da quello che la moglie di Roger gli aveva appena detto «Il mio ragazzo??? Da quando??» "Ehm la ringrazio signora, ma Kyle non è il mio ragazzo..." disse la ragazza fissando Amanda. |
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Jessie stava per dire qualcos'altro ma non fece in tempo a parlare perché sentì i lamenti di Kyle...Segno evidente che si stava finalmente svegliando e quindi si avvicinò a lui... Jessie si avvicinò a Kyle e gli prese una mano..."Kyle, mi senti? Sono Jessie..." disse la ragazza Kyle si svegliò e guardò in direzione di della ragazza... Com'era bello rivedere il suo volto... a fatica si liberò la sua mano da quella di Jessie e le accarezzò il viso Poi si accorse che c'era anche Roger... Roger si era avvicinato. "Come ti senti, Kyle?" gli chiese. "Mi dispiace molto per quello che ti è successo." Aveva lo sguardo serio e grave. "Grazie per essere qui, signor Thorpe... Sono tutto indolenzito e come può vedere... Mi hanno ridotto proprio male. Per fortuna che ero vicino alla casa di Jessie." riuscì a rispondere Kyle anche se con fatica e con un filo di voce... Roger avrebbe voluto fare molte domande a Kyle, ma non voleva farlo davanti a Jessica e Amanda. Per ora era sollevato di vedere che Kyle sembrava ancora tutto intero. "Va bene, va bene... Non sforzarti. Cerca di stare tranquillo, per ora. Devi riposare." "Roger ha ragione... Cerca di riposarti... Mi hai fatto prendere un bello spavento..." disse Jessie sorridendo... Roger si voltò verso Jessica. "Anche tu devi riposare. Hai detto che sei stata qui tutta la notte... Infatti non hai un aspetto riposato. Dovresti tornare a casa." E prevenendo le proteste della ragazza, aggiunse: "Non ti preoccupare, penserò io a Kyle." "EHm, grazie Roger ma io veramente... Sono a piedi e casa mia è abbastanza lontana da qui..." disse Jessie. "È vero..." Roger annuì, poi guardò Amanda. "Tesoro... potresti farmi un grosso favore?... Puoi accompagnare Jessica fino a casa sua?" Le porse le chiavi della macchina. "Io resto qui, perché voglio parlare con i medici." Attese la risposta di sua moglie e le rivolse uno sguardo sincero. Amanda sbatté le palpebre un paio di volte. Roger le stava davvero chiedendo di accompagnare quella ragazza a casa?!.............. Sospirò. "Va bene...........Va bene, Roger. Accompagnerò la signorina.......... Ma poi tornerò qui a prenderti, d'accordo?" E gli lanciò un sorrisetto canzonatorio. "A meno che tu non voglia tornare alla villa in taxi!!!................" "No.... Grazie, mia cara. Aspetterò il tuo ritorno" le disse. Poi salutò Jessie. "Mi raccomando, cerca di dormire un po'. Ci sentiamo più tardi!" |
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Erano rimasti soli, in quella stanza d'ospedale. Roger si sedette nella sedia accanto al letto di Kyle. "Adesso, raccontami tutto. Come è successo? E soprattutto chi è stato?!" chiese. Il ragazzo si passò una mano sugli occhi, cercando di raccogliere le idee. "Erano in quattro... non saprei dire i loro nomi. Ma so che lavorano per l'associazione. Ho cercato di difendermi, ma non ce l'ho fatta... Mi hanno aggredito per strada, caricato in macchina e poi mi hanno portato in un posto solitario, in periferia, e lì..." La voce di Kyle ebbe un tremolio. Ricordò come in un flashback cinematografico i momenti dell'aggressione. Chiuse gli occhi e provò un senso di rabbia e frustrazione per non essere riuscito a difendersi. Sentì una mano appoggiarsi sul suo braccio. Era Roger. Lo guardò. "Signor Thorpe... io... Non ho paura... però..." "Fai molto male, ragazzo" disse Roger seccamente. "Come?!..." Kyle era stupito. Roger si strinse nelle spalle. "Fai male a non avere paura. Perché la paura è forse la sola cosa che ci salva la vita, certe volte. Alcuni lo chiamano... 'istinto di conservazione'..." "Va bene, ok! Ma non ho paura per me. Ho paura per..." Si interruppe di nuovo, con un sospiro stanco. Roger fece un mezzo sorriso amaro. "...Per Jessie! Avanti, ammettilo. Con me non hai bisogno di fingere." Kyle strinse i pugni. "Sì... è vero!... Non voglio che le facciano del male. Non voglio che arrivino fino a lei." Lo sguardo di Roger divenne cupo. "Sono già arrivati fino a lei. Non hai saputo cosa è successo?..." |
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Ok!!!!!!!!!! Amanda aveva accontentato Roger, e aveva accompagnato a casa la piccola Jessie, che sembrava veramente uno scoiattolino spaventato......... Si era fatta l'idea che Jessie fosse una ragazza piuttosto inesperta della vita, ma la conosceva troppo poco per poter esprimere un giudizio. E in più, ad Amanda non piaceva ricordare che c'era stato un tempo in cui anche lei era stata così. Tempi lontani. Lontanissimi.............. "Conosco Roger......... Non fa mai niente per niente. Mi dovrà spiegare perché ha voluto che io accompagnassi quella ragazza. Certo ho capito che voleva restare solo a parlare con Kyle........ Ma penso che quella non fosse la sola ragione" si disse Amanda, mentre tornava indietro, di nuovo al Lifestyle Medical Center. Poi, guardando l'orologio, pensò che se Roger voleva parlare con quel ragazzo, forse era il caso di dargli ancora un po' di tempo. E poteva approfittarne per fare una pausa di pochi minuti e così comprarsi un cellulare nuovo!!!!! Quindi fece una deviazione dal suo percorso e si diresse verso il più fornito (e costoso!) negozio di telefonia della zona!!!!!!!! |
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QUINDICESIMA PUNTATA
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