VENTICINQUESIMA PUNTATA


Joanne guardò l'altra donna... ma come faceva ad essere così falsa?! "Amanda non ti preoccupare, anche se tu non c'eri non eravamo di certo disperati!!"
"Non ne dubito..........." Amanda guardò Joanne come se fosse un piccolo scarafaggio da schiacciare!!!!!.........

Roger non poté fare a meno di ammirare il coraggio di Joanne. Dissimulò un sorriso ironico e salutò Amanda: "Tesoro, finalmente sei arrivata!! Stavo cominciando a preoccuparmi, visto che non mi hai fatto sapere quando saresti tornata a casa. Spero che sia andato tutto bene!" Tuttavia non fece alcun movimento per avvicinarsi a lei.
"Ti chiedo scusa, caro.......... Ma l'appuntamento con l'agenzia immobiliare mi ha portato via più tempo del previsto. Mi dispiace che tu ti sia preoccupato!........" E visto che lui non si era mosso, fu Amanda ad andargli vicino e a stringersi dolcemente ad un braccio di Roger. Lo baciò su una guancia. "Ho fatto davvero più presto che ho potuto...... Comunque, sì.......
E' andato tutto bene!!!!! Adesso abbiamo una sede delle Industrie Spaulding anche qui ad Aurora!!!!!!"
"Molto bene, mi fa piacere." fu il commento di lui, e poi disse: "Joanne è stata così gentile da passare a trovarci. E io ovviamente la stavo ringraziando per tutto quello che ha fatto per me. Se sei d'accordo, cara, potremmo chiederle di fermarsi con noi a mangiare. Giusto per dimostrarle la *nostra* riconoscenza, non ti sembra una buona idea?"
Nelle parole di Roger c'era la stessa sfida di Joanne. Solo proposta in una maniera più sottile. E quello era un avvertimento estremamente chiaro. Lui non avrebbe tollerato una scenata da parte di Amanda.
Lei guardò di nuovo verso Joanne; si costrinse a sorridere di nuovo!.......
"Oh, ma sì, certo!!!" disse con il tono più gentile che le riuscì di tirare fuori. "E' una splendida idea!!!!......... Abbiamo così TANTE cose di cui parlare!!!!!"
Se quella ragazzina aveva intenzione di provocarla, aveva sbagliato di grosso!!!!!............. Amanda era ben decisa a condurre lei il gioco!......... E avrebbe dettato lei le regole.


Justin fece un cenno affermativo con la testa, e se fu sorpreso dall'arrivo inaspettato del poliziotto, non lo diede a vedere.
"I signori sono in casa, la signora Thorpe è appena rientrata, ma il signore è ancora convalescente." Fece un piccolo gesto con la mano. "Prego, si accomodi. Vado ad avvertire i signori."
Pochi minuti dopo, Mick saliva al piano di sopra, e veniva introdotto nella camera di Roger, dove oltre ai padroni di casa, trovò anche la testimone numero uno dell'aggressione: Joanne Allard!
Quella era davvero una ghiotta opportunità.


Roger riconobbe il poliziotto. "Oh, il detective Knight, vero?" Gli tese la mano. "Ci siamo conosciuti alla Centrale di Polizia, poco più di un mese fa."
Michael fece un cenno affermativo. "Sì, certo, ricordo. La piccola rissa al Country Club... Come sta, signor Thorpe?"
"Molto meglio di una settimana fa, poco ma sicuro. Ah, posso presentarle mia moglie, Amanda Spaulding..."

"Piacere. Detective Knight, vero?......." Amanda strinse la mano del poliziotto. Un uomo giovane e molto sexy, che a lei ricordava qualcuno che aveva conosciuto in passato.......
Roger continuò le presentazioni: "...e la signorina Joanne Allard, la mia *salvatrice*. Se non fosse stato per lei, forse non sarei qui a raccontare di quest'altra brutta avventura."
Quando Amanda sentì Roger pronunciare quelle parole non poté trattenersi dal corrugare la fronte. Non sopportava l'idea che lui provasse riconoscenza per quella ragazzina!!!!!!! Soprattutto perché lei era convinta che probabilmente Roger non sarebbe mai stato ferito, se non avesse conosciuto quella Joanne. *Conosciuto*, in senso biblico, ovviamente!!!!!!
Mick salutò rispettosamente la signora Thorpe, che era davvero molto bella e cui le foto non rendevano affatto giustizia. Ma la signora sembrava anche leggermente irritata per qualcosa, nonostante cercasse di nasconderlo.

Poi il poliziotto rivolse la propria attenzione alla ragazza più giovane. "Signorina Allard, è una fortuna per me che lei sia qui, oggi. Mi ha risparmiato un viaggio. Più tardi sarei passato a cercarla. In effetti, vorrei fare anche a lei alcune domande sulla sera dell'aggressione al signor Thorpe."
"Vede detective, sinceramente in quel momento l'unica cosa che mi importava era che l'aggressore non colpisse di nuovo Roger.. non ho avuto il tempo di preoccuparmi del fatto che avrebbe potuto colpire pure me..."
"Quindi..." il tono di voce di Mick si fece più incisivo. "Lei aveva riconosciuto il signor Thorpe, a terra, e aveva capito che era stato colpito, che era ferito. A che distanza era da loro? Ci pensi bene, perché è molto importante."
"Ero abbastanza lontana e l'ho visto a terra, qualcosa mi ha fatto pensare che fosse lui...anche perché poco prima era stato nel mio locale ed io ero uscita per raggiungerlo..."
Michael si volse verso Roger. "Lei aveva un appuntamento con la signorina Allard, quella sera? Era una cosa programmata prima? O una decisione all'ultimo momento?"
Amanda era rimasta in silenzio. Del resto lei non era stata presente all'aggressione e quindi non aveva nulla da raccontare. Ma stava ascoltando. E non erano cose che la rendevano felice!.........
"Ecco, sì, avevamo un appuntamento." Roger alzò le spalle con noncuranza. "Avevamo preso accordi il giorno prima. Ma è stata solo una breve chiacchierata. Dove vuole arrivare?"


"Semplice!" Mick fu molto chiaro. "La persona che l'ha aggredita probabilmente la stava tenendo d'occhio. Se si è trattato di un tentativo di rapina, magari l'ha vista entrare nel locale e ha aspettato il momento buono per colpirla. Lei cosa ricorda di quei momenti?"
"Per la verità ricordo molto poco." Roger scosse la testa. Non voleva apparire restio, ovviamente. Ma non poteva neanche parlare apertamente. Tuttavia sapeva come trattare con i tipi come il detective Knight. "Non mi sono accorto di nulla fino a che non mi ha colpito. Ho visto a malapena un'ombra."
Allora Michael tornò a parlare a Joanne. "E lei invece...? Cosa ricorda di quell'uomo?"
Non gli avrebbe mai detto della giacca.. perciò passò alla descrizione fisica "So solo che era di corporatura media e abbastanza alto, non ricordo altro perché appena gli ho gridato di fermarsi è scappato via e non l'ho guardato bene... ho pensato a soccorrere Roger.."
"E dell'abbigliamento? Ricorda qualche dettaglio? Per esempio... Ha avuto la sensazione che si trattasse di una persona giovane, o qualcuno di mezz'età?... Sa, questi sono dettagli che percepiamo a colpo d'occhio. Qualcosa che colpisce al di sotto delle nostre percezioni." Mick non mollava.
"Penso un uomo sui trenta, trentacinque anni..." Lo guardò negli occhi con aria di sfida, poteva continuare all'infinito: lei non avrebbe ceduto e non gli avrebbe detto se aveva dei dubbi.


Roger si intromise: "Capisco che sia importante stabilire questi dettagli. Ma sicuramente si è trattato di un ladruncolo occasionale, e l'arrivo di Joanne gli ha impedito di portare a termine quel che si era prefisso."
"E' quel che penso anche io, ma il mio capo invece ha idee diverse." Michael guardò una per una le persone che aveva davanti. "Perché c'è un dettaglio che forse non sapete, e che non è stato rivelato ai giornali. Abbiamo ritrovato l'arma usata dall'aggressore." E dicendo questo soffermò uno sguardo severo e indagatore proprio su Joanne.
Con un'immensa tranquillità Jo domandò: "E che cos'è?"
"Lo sa, è curioso che sia proprio lei a fare questa domanda, signorina. Perché l'arma in questione è un coltello da limone, che è stato preso dal suo locale. Non ci sono dubbi. C'è il marchio del Rebellion's House sul manico, e il sangue del signor Thorpe sulla lama." Mick strinse gli occhi. "Questa è proprio la cosa più difficile da spiegare. Perché non è facile per un cliente qualsiasi mettere le mani su quel tipo di attrezzatura, dietro il bancone. Soprattutto in un locale pieno di gente... Non crede anche lei?"
No non poteva essere. Già dubitava che Tony fosse stato capace di aggredire Roger ma addirittura pensarlo così stupido da lasciare in giro il coltello con il marchio del RH!! Il ritrovamento dell'arma in teoria sarebbe stata la prova della colpevolezza di Tony ma invece nella mente di Jo era la prova della sua innocenza..."Signor Knight, -disse con fermezza - non starà mica accusando qualche dipendente del mio locale? Ha perfettamente ragione quando dice che non è affatto facile prenderlo ma potrebbe essere stato lasciato inavvertitamente da qualche altra parte, più accessibile..."


Tony si era recato al Rebellion's House credendo di trovarci Joanne ma si era ritrovato a gestire il locale da solo… lei non c'era e continuava a chiedersi il perché. Probabilmente era nelle mani della polizia per l'interrogatorio, Camille gli aveva detto che erano già venuti a fare delle domande al locale mentre lui non c'era..
Sperava di essere riuscito a convincerla della sua innocenza, ok che era preoccupato per lei ma non sarebbe mai arrivato a colpire il Signor Thorpe per ucciderlo! Si chiese se anche lui avrebbe dovuto parlare con qualche poliziotto... in tal caso la sua situazione sarebbe diventata preoccupante.
Doveva parlare di nuovo con lei e vedere cosa pensava veramente della sua innocenza...


FINE VENTICINQUESIMA PUNTATA