QUARANTADUESIMA PUNTATA

Neanche loro sapevano dove stavano andando.
Ma erano insieme.
Quel piccolo aereo, un Cessna, li stava portando via dagli Stati Uniti.
Jessie era seduta accanto a lui e Kyle la guardò.
"Come va?..." le chiese.
Lei sorrise. "Per ora bene. Guarda!..." E indicò fuori dal finestrino. "Il mare! Non è bellissimo?"
Stavano sorvolando l'Oceano...
"Sì, è vero. È bellissimo."
Non gli importava dove erano diretti. Sapeva che il futuro, da quel giorno in poi non sarebbe stato facile, e la loro vita era completamente cambiata.
Però la sola cosa che contava era che erano insieme.
Lentamente, Kyle prese la mano di lei e la strinse piano.
"Sai una cosa, Jessie?" chiese.
"Cosa?..."
"Potremmo sposarci..."
Jessie non disse nulla. Rimase per un po' a guardare l'Oceano sotto di loro e le nuvole che galleggiavano leggere intorno all'aereo.
Poi dolcemente reclinò la testa sulla spalla di lui.
"È vero..." disse infine. "Potremmo anche farlo..."
Kyle socchiuse gli occhi, stringendo a sé la ragazza, e sorrise.

Festa del 4 Luglio! Il Rebellion's House non apriva per la festività.
Tony aveva quindi accettato la proposta di Lij di andare al pub, quella sera. Di solito nei giorni liberi, Tony preferiva occupare in altro modo il suo tempo libero, ma quel pomeriggio aveva voglia di vedere gente. E poi Lij diceva sempre che le cameriere del Lighthouse erano molto molto carine!!... Quando entrò nel locale fu accolto da luci soffuse e una
atmosfera allegra che non si aspettava in un pub di tipo tradizionale.
Una ragazza con una bella uniforme verde e nera e una gran massa di ricci scuri in testa gli sorrise. "Happy Independence Day! Tavolo per uno?" Gli chiese parlando con un bell'accento francese.
Tony ricambiò il sorriso, pensando che Lij non aveva mentito sulle cameriere. "No, grazie. Cerco il mio amico Elijah..." le rispose.
Il sorriso di lei divenne ancora più luminoso. "Ah! Sei un amico di Lij!... Eccolo laggiù," e indicò il bancone alle loro spalle.
"Grazie mille," disse Tony, mentre in cuor suo si rammaricava di non conoscere neanche una parola di francese. Gli sarebbe proprio piaciuto attaccare bottone... Mah! Si diresse verso il bar e si sedette su uno degli alti sgabelli davanti al bancone. Salutò Lij strizzandogli l'occhio. "Visto? Sono puntuale, stavolta!..."
Lij era intento a lavorare cercando di evitare di pensare a lei quando la voce di Tony arrivò improvvisa sopra il chiacchierio intorno sovrastando le altre voci. E per pochi attimi lo distolse da quel chiodo fisso e così difficile da estrarre.
Alzò lo sguardo e si ritrovò il suo coinquilino di fronte.
"Oh! Sei arrivato, bene!"
"Dimmi un po', vecchia volpe, chi è quella ragazza con l'accento francese? Quella che si illumina come un albero di Natale quando sente fare il tuo nome..." chiese Tony con un sorriso divertito sulla bocca.
"Albero di natale?? Credevo fossimo in estate...!" e gli sorrise.
"Comunque è una delle cameriere, ed è molto simpatica! Perché ti piace?"
Tony scrollò le spalle. "Certo non è come Alice..." disse a mezza voce.
"Però è molto graziosa e sembra simpatica, da come sorride." Si girò a guardare la sala e vide la ragazza in questione che camminava agilmente tra i tavoli, muovendo il suo corpo quasi come se stesse danzando.
"Ammetto però che non è il suo sorriso che mi interessa di più!..." Guardò di nuovo Lij. "Mi dài una birra, amico?"
"Mhh!" Lij ridacchiò.
"Hai un interesse predominante vedo..." sospirò e versò il contenuto dello shaker in un bicchiere.

E così alla fine era andata con Bryce. Aveva indossato un abito verde smeraldo molto semplice che la fasciava sul busto e poi scendeva morbido sul corpo arrivando fino sopra il ginocchio. Con le spalline sottili e una discreta scollatura sul davanti. I capelli erano sciolti sulle spalle. Si era osservata per un lungo istante allo specchio. Era un po' pallida. E il suo sguardo era come intimorito. Avrebbe rivisto Lij. Chissà come stava… il desiderio di vederlo era forte me era tanto anche l'imbarazzo al pensiero di quello che era successo l'ultima volta che si erano incrociati al locale.
In quel momento suo fratello spuntò alla porta della sua camera pieno di allegria.
"Allora? Sei pronta?" poi la fissò.
"Uao… se non fossi mia sorella credo che mi innamorerei pazzamente di te, sei troppo bella!!! Ma in un certo senso… lo sono già!"
Klaudia sorrise istintivamente.
"Scemo!Comunque anche tu non sei male fratellino!"
E si erano scambiati uno sguardo complice.
Per la serata Bryce aveva indossato un completo grigio chiaro.
Davvero insolito vederlo vestito in quel modo così elegante.

Così erano arrivati al Lighthouse verso le nove. C'era già parecchia gente e tutti sembravano molto allegri. D'altronde
quello era un giorno da festeggiare. Il 4 luglio, l'indipendenza.
L'atmosfera era piacevole e frizzante. Era entrata al braccio di suo fratello che aveva suscitato una certa ammirazione negli sguardi da parte degli ospiti femminili presenti in sala. Era un classico.
Anche quando andava al liceo tutte le sue compagne di classe facevano a gara per studiare a casa con lei nella speranza di incontrare Bryce. Ma lui non era mai stato troppo avvezzo a simili faccende. Le sue storie non duravano mai più di un mese. Preferiva starsene con gli amici, non era ancora pronto per una relazione seria, Klaudia lo sapeva.
Ma anche lei aveva avuto la sua discreta dose di teste a rischio di torcicollo. Anche se non si sentiva troppo in forma comunque attirava l'attenzione in ogni caso.
Subito dentro il pub Bryce si guardò intorno incuriosito e così fece lei ma non per lo stesso motivo. I suoi occhi scrutavano tra la gente in cerca di lui. Poi d'improvviso lo vide. Trattenne il fiato per un secondo. E si nascose istintivamente dietro al fratello per togliersi dalla sua visuale senza darlo a vedere. Lij stava dietro al bancone che sorrideva mentre parlava con un ragazzo a lei sconosciuto. Stava miscelando qualcosa con lo shaker. I capelli
legati stretti in un codino. Solo un ciuffo ribelle gli scivolava accanto all'orecchio sinistro. Indossava una camicia blu di raso che gli conferiva un aspetto elegante e un po' frivolo. Gli occhi blu fissavano attentamente le proprie mani occupate a preparare la bevanda, mentre ascoltava e rispondeva. Aveva un bell'aspetto tutto sommato… però… sembrava come teso. Lo conosceva da anni e riusciva a capire quasi sempre quando fingeva allegria mentre in realtà era tutt'altro che tranquillo.

"Ehi Francine! Porta questa al tavolo 4 per favore" e poggiò il bicchiere sul bancone accanto a Tony. Poi tornò a rivolgersi all'amico.
"Allora ti prendo subito questa birra!" Si abbassò sotto il frigo afferrò la bottiglia poi si rialzò.
"Questa è la nostra miglior birra e..." ma mentre parlava di colpo si arrestò. Le parole gli rimasero sospese sul ciglio
della bocca. Fissò davanti a sé e la vide. Per un attimo fu come se gli altri intorno fossero spariti. Strinse lievemente le
palpebre aggrottando le sopracciglia.
«Quindi si chiama Francine.... bel nome!» pensò Tony mentre con la coda dell'occhio osservava la ragazza che si avvicinava al bancone per prendere la bibita. Forse se lo era immaginato, ma lei lo aveva guardato, quando gli era passata accanto. Mhmm... buon segno! E ottimo profumo... Allungò la mano verso il suo amico per prendere la birra, ma dopo un paio di secondi si accorse che Lij era rimasto immobile modello paralisi. "Lij...? Che ti prende?...."
disse piano.
Ma quello non lo stava proprio a sentire e così Tony si voltò appena quel tanto che bastava per capire cosa avesse catturato lo sguardo dell'altro ragazzo. Vide una coppia che davvero non poteva passare inosservata.
Sembravano angeli scesi dal Cielo. Entrambi biondi con lunghi capelli. Lei, un corpo da schianto ultrasonico fasciato di verde, lui, aria da bravo ragazzo che sa il fatto suo e abito alla moda.
«Ah... Allora il punto debole di Lij sono le bionde! Meglio! A lui le bionde, a me le more! E le rosse, e le castane... e tutti gli altri colori!» pensò Tony allegramente. Poi tolse la bottiglia di birra dalle mani del *paralitico* e la stappò. "Grazie Lij!" disse.
E aggiunse con una risatina, dopo aver mandato giù un sorso: "E io che pensavo che tu ti annoiassi a lavorare in un pub
irlandese!!... E' una tua fan anche quella, come Francine?..."
Elijah si riprese dall'imbambolamento. "Ehh??"
Tony scosse la testa. Lij era proprio un caso patologico! "Ti ho chiesto se la bionda laggiù è anche lei una delle tue
duecentotré iscritte al fan club Elijah Wood!..." E mandò giù un altro sorso di birra.
"Oh.. scusami... fan? Io non ho fan... non sono una star del cinema... semplicemente quella donna è..." sentiva il cuore correre veloce "...è molto bella..." pronunciò le ultime due parole quasi sussurrando. Ma la rabbia prese velocemente il sopravvento facendo sgretolare la maschera di finta allegria che indossava dall'inizio della serata. Sempre in mezzo se la ritrovava!! Ebbe un gesto stizzoso con la mano davanti al viso come a volere scacciare una mosca.
Poi si accorse del ragazzo che era con lei, dove lo aveva già visto...?
-Ma si! Ci sono! E' venuto al locale un po' di tempo fa... ma chi è?- pensò.

Erano solo pochi giorni che mancava, ma le sembrava che fosse passata una vita intera da quando veniva in quel pub per lavorare. Ed entrare lì fu quasi come ritornare a casa.
Non riusciva a crederci, quando Dwayne l'aveva chiamata per invitarla a uscire quella sera e poi le aveva detto che sarebbero andati proprio al Lighthouse. Sembrava che lui dovesse incontrare degli amici.
Una cosa la spaventava: la facilità con la quale si stava abituando a Dwayne. Doveva ripetersi che quello per lei era solo lavoro. Non aveva senso che si sentisse attratta da quell'uomo.
Ma fu costretta a interrompere quelle peregrinazioni mentali quando Francine quasi le gettò le braccia al collo, vedendola. "Nichelle!!! Mon Dieu! Che bello vederti!... Come stai, chèrie?" le disse.
"Oh, Francine! Ciao... Anche per me è bello rivederti!" la salutò.
Dwayne le fissava in silenzio e Nichelle si sentì in dovere di presentarlo. "Francine, ti presento Dwayne, un mio amico. Dwayne questa è Francine... una mia vecchia amica!"
"Ciao," disse Dwayne, come al solito avaro di parole davanti ad estranei. Il suo sguardo penetrante però osservò fin nei dettagli la figura della cameriera.
Nichelle si sentì a disagio, all'improvviso.
Avrebbe dovuto dire la verità. Avrebbe dovuto dire che aveva lavorato lì, fino a qualche giorno prima. Invece non parlò. Francine non si accorse di niente. "Devo tornare al lavoro, ora. Ma appena posso, ti racconto tutte le ultime novità, qui!"
"Benissimo!... Grazie Francine."
Dwayne le posò una mano su una spalla. "La tua amica è molto dolce," disse.
Nichelle si girò a guardarlo sorpresa. Non si aspettava un commento simile da parte di Dwayne.
In quel momento pensò che forse non aveva capito niente di lui. Si era lasciata fuorviare dal suo aspetto...

"È bella, sì. Ma non ci pensare. Lo vedi? Quella ha già un accompagnatore, e sembrano molto uniti." Tony guardò di nuovo in direzione del punto del locale che ancora focalizzava l'attenzione di Lij. Povero amico!... Se l'era scelto bene il bocconcino. Ma quella donna sembrava uscita da una copertina di Vogue! Non era assolutamente alla sua portata. E poi aveva l'aspetto della tipa che fa soffrire molto gli uomini che hanno la disgrazia di innamorarsi di lei. "È come quella sirena della leggenda..." disse Tony come parlando a sé stesso. "Come si chiamava?! Ah, sì! Lorelei... Bella e fredda... con il cuore di ghiaccio, il cui canto faceva innamorare tutti i marinai che perivano miseramente annegati, sognando di essere amati da lei..."
"Annegare..." sussurrò senza distogliere lo sguardo da lei che si era accorta di essere stata vista e ora lo fissava a sua volta.
Lui ci si era immerso con tutte le scarpe amandola. E ancora tentava di restare con la testa in superficie ma lei.... gli toglieva ossigeno!! Perché non la smetteva di girargli intorno??
E chi diavolo era quell'altro tizio biondo tutto sorrisi e premure???
Un nuovo fidanzato??? E Sean??
Una serie di pensieri gli turbinavano in testa. Senza accorgersene strinse i pungi sul tavolo.
In quel momento un cliente lo salvò dal combinare un guaio.
Lui si voltò annuì e poi si rivolse a Tony "Scusami bevi tranquillo faccio subito..." e si mise subito al lavoro lasciando
l'amico alla sua birra.


Lij l'aveva vista e le aveva rivolto uno sguardo strano. All'inizio sembrava come incuriosito poi si era innervosito in maniera evidente.
Per fortuna un cliente era intervenuto a spezzare quel contatto visivo. si era subito voltato verso di lui. E lei aveva potuto riprendere a respirare. Ma i problemi non erano finiti. D'un tratto sentì il fratello farfugliare qualcosa accanto a lei.
"Aspetta un attimo..." Bryce scrutava in direzione di Lij.
"Io quello lo conosco... ma si, quella sera! Giusto, lavora qui!"
Klaudia si voltò verso il fratello.
"Come? Chi?"
"Il barista, mi sembra si chiami Elijah... ora lo vado a salutare!"
Lei rimase di sasso. E ora? Si guardò intorno e per sua fortuna intravide la salvezza. Nichelle era appena entrata con un tizio grande e grosso dall'aria un po' minacciosa. Non perse un secondo di più.
"Nichelle!" esclamò.
Bryce si voltò vero di lei "Chi? Nichelle la tua amica?"
"Sì è lei! Vado a salutarla."
"Allora vengo con te!"
E insieme si diressero verso la ragazza.

Nichelle stava per dire qualcosa a Dwayne quando l'arrivo di Klaudia e Bryce la interruppero. Quante sorprese quella sera!! Anche il fatto di vedere lì la sua amica era abbastanza inaspettato. "Klaudia!! Ciao!... Buon 4 luglio. E ci sei anche tu, Bryce! Ti ricordi di me? È passato un bel po' di tempo!..."
Klaudia si avvicinò a grandi falcate.
"Oh, Nichelle da quanto non ci vediamo!!" e la fissò cercando di farle capire che doveva reggerle il gioco.
"Ciao! non sei cambiata affatto complimenti sempre molto affascinante!" le disse Bryce sorridendo con spontaneità.
Nichelle recepì immediatamente il messaggio *subliminale* (ma non troppo!) contenuto nelle parole della sua amica.
"Oh, Bryce, grazie! Sei davvero molto gentile! Klaudia, finalmente ci vediamo! Sei davvero elegante, stasera! Ah... vi presento il mio amico Dwayne Washington. Dwayne, questa è la mia amica Klaudia McKellen e suo fratello Bryce."
Dwayne accennò un sorriso, e disse semplicemente: "Piacere."
Nichelle era imbarazzata. Cosa avrebbe pensato Klaudia del fatto che il suo accompagnatore era un tipo tanto poco socievole?...
Invece in quel momento, Dwayne aggiunse: "Bryce McKellen?... Per caso lei ha a che fare con gli aerei?..."
"Sì... perché anche lei lavora con gli aerei?" domandò incuriosito.
Di certo non poteva essere un pilota. Quella stazza notevole non glielo permetteva.
"No, no! Però ho un amico che lavora all'aeroporto di Aurora... E mi ha parlato di un formidabile pilota. Il suo nome è piuttosto fuori dal comune, e mi è tornato in mente. Nient'altro," rispose Dwayne, infilando le mani nelle tasche dei pantaloni, con aria perfettamente calma e rilassata.
"Ah! Be' ne sono lusingato!" sollevando le sopracciglia.
"Sentite io ho sete, vi va qualcosa da bere?" chiese ad un certo punto Bryce.
Nichelle scosse la testa. "No, grazie. Magari più tardi," rispose. Anche Dwayne disse di no a quell'offerta.
Anche Klaudia rifiutò con tanta velocità che sembrò quasi avergli letto nel pensiero. Lui la fissò perplesso. Ecco che iniziava a comportarsi in modo strano... Poi scrollò le spalle, probabilmente era solo una sua impressione.
Eppure...
"Be', allora vado io, torno subito ok?" e si allontanò.

In limousine, alla cui guida c'era il fedele autista, Roger, Amanda e Jen lasciarono la villa per recarsi alla festa al Lihgthouse. Arrivarono che già il locale era pieno di gente, ma Simon aveva tenuto da parte un tavolo per il principale e la sua famiglia.
Roger vide parecchi volti familiari tra i presenti. C'era anche Nichelle, accompagnata da Dwayne Washington, in conversazione con Klaudia McKellen. E altri...
Studiò la figura di Dwayne: alto e massiccio. Mabel aveva scelto bene la sua guardia del corpo.
Ma lui aveva scelto altrettanto bene la *guardia* per la guardia del corpo, rifletté con un sorriso, osservando quanto fosse sexy Nichelle...
Poi chiese a Mei Lin di portare da bere per sé, per Amanda e Jen.
"Per me un vermouth bianco, grazie...." disse Amanda aggiustandosi una ciocca di capelli che le ricadeva sulla fronte. Era contenta di essere insieme a Roger e a Jen. Ma Non le piaceva l'atmosfera di quella serata. Troppa gente lì al pub...
Si chinò su Roger e gli sussurrò all'orecchio: "Questa notte dopo aver visto i fuochi d'artificio al Phillips Park.... E saremo tornati a casa... Ti prometto che preparerò uno spettacolo... pirotecnico!... Solo per te… Nella tua camera!!!!!!! Ti piacerà vedrai..."
E gli mordicchiò piano un lobo dell'orecchio.

Bryce si avvicinò al bancone e si sedette su uno degli sgabelli davanti. Osservò Lij per un attimo: era intento a preparare un cocktail. Non appena lo vide libero lo salutò.
"Ciao! Ti ricordi di me?" con un sorriso a trentadue denti.
Lij lo guardò di sottecchi, cercando di nascondere il fastidio.
Chi diavolo era quel damerino? Che voleva?
"Sì, mi ricordo," disse gelidamente tornando a voltargli le spalle.
Bryce si accorse del tono freddo con cui gli aveva risposto, e cambiò tattica. "Oh... scusa non volevo disturbarti... volevo solo una birra, mi fanno bere da solo anche mia sorella ha rifiutato..."
disse scrollando le spalle.
Lij tese l'orecchio. "Tua sorella?"
"Sì, sono venuto con lei, non hai visto una bionda stupenda vestita di verde che ha fatto girare la testa a tutto il locale?"
esclamò con enfasi.
Bionda con vestito verde...? ...Ma certo! Era il fratello di Klaudia, in effetti si somigliavano parecchio. Solo che Bryce sembrava molto più socievole di lei.
-Ma guarda tu il caso...- pensò Lij.
"Vuoi dire che quella dea è tua sorella?!" si intromise la voce di Tony, che era ancora seduto al bancone a sorseggiare la sua birra.
Bryce si voltò a guardare l'intruso: "È una dea, è vero! E come tale va guardata da lontano!..." disse con tono leggermente sostenuto.
Lij sentì suonare un campanello d'allarme nella sua testa. -Devono essere davvero molto legati...- pensò.
Tony rise piano. "Ti posso capire benissimo! Anche io ho una sorella. E l'adoro. Guai a chi me la tocca!" E poi lanciò all'altro uno sguardo pieno di franchezza e allegria.
L'espressione sulla faccia del ragazzo si rilassò. Comprese che Tony non era affatto pericoloso, anzi!, lo trovò improvvisamente simpatico, e si unì alla sua risata. Poi disse: "Allora sarà il caso di formare un club dei fratelli difensori delle loro sorelle!"
Breve pausa e si presentò: "Mi chiamo Bryce."

"Io sono Tony, piacere. Ottima idea quella del club! Possiamo unirlo a quello delle fan di Lij!" esclamò indicando il ragazzo dietro il bancone.
Il barista, sentendosi chiamare in causa, incrociò le braccia e disse: "Tony! Ti ho già detto che non ho delle fan, IO. Però... Anch'io ho una sorella... A cui voglio molto bene. E quindi, se volete, potrei iscrivermi al vostro club." E sorrise.
"Sei il benvenuto!" disse Tony. "Festeggiamo! Birra per il signore fratello della dea Venere, e birra anche per me..." posò sul banco la bottiglia vuota. "Questa è finita!..." Poi Tony si voltò verso Bryce: "Vero, sai? Tua sorella ha attirato gli sguardi dei maschietti presenti, compreso il nostro amico, qui! Però ho notato che mentre Lij si era praticamente trasformato in mummia vivente, al solo vederla, anche lei sembrava essere stata colpita dal fascino di Barman Occhioni Blu!" E riprese a tracannare birra. Era festa dopotutto, no?... Ma non si accorse dell'atmosfera che le sue parole avevano creato tra Bryce e Lij, che si scambiarono una occhiata: Bryce incuriosito e pensieroso; Lij imbarazzato e vago.
"Credo che il nostro Antonio abbia bevuto qualche birra di troppo, stasera." Lij cercò di buttare acqua sul fuoco prima che si incendiasse il locale... "Guarda che ti taglio i fondi! E se ti ubriachi, non contare su di me per tornare a casa. Perché non ho intenzione di farti guidare la mia lussuosissima auto appena comprata se alla fine della serata non distinguerai la destra dalla sinistra," aggiunse in tono che voleva risultare divertente.
"Lussuosissima auto?" Tony sembrava ancora abbastanza lucido, nonostante la birra bevuta, da capire che Lij era a disagio e stava cercando di cambiare argomento di conversazione. La cosa gli parve quantomeno insolita, e immaginò che la dea bionda dovesse entrarci più di quello che aveva creduto inizialmente. Ma Bryce non sembrava il tipo da
imbracciare un fucile per difendere la sorella, e quindi gli sfuggiva il motivo di tanto affanno. In ogni caso, Lij era un suo amico e quindi accettò di seguire la nuova direzione del vento. "Ma se quello scassone che hai comprato non ha neanche la marmitta catalitica e probabilmente era nuova di zecca all'epoca dei dinosauri!" scherzò.
Da quel momento in poi la conversazione dei tre ragazzi si spostò su argomenti più leggeri, come auto, moto e -naturalmente!- aerei. Sembrava che fosse nata una bella amicizia.

FINE QUARANTADUESIMA PUNTATA