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di
Antonio Rubini
(articolo pubblicato nel libro
"Il Patalogo" - 2
Annuario 1980 dello Spettacolo
Volume secondo Cinema Televisione
Ubulibri/Electa Editrice, Milano, 1980)
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Seconda
parte, pagg. 224, 226:
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In
una serie di articoli per il New Yorker [1],
scritti nella primavera del 1948, James Thurber definiva così
il genere radiofonico: "La soap-opera è una specie
di sandwich, la cui ricetta è abbastanza semplice, anche
se per comporla ci sono voluti parecchi anni. Fra sottili strati
di pubblicità, cospargete dodici minuti di dialoghi, aggiungete
inganni, cattiverie e sofferenze femminili in misura uguale, buttateci
sopra un goccio di nobiltà, spruzzate il tutto con lacrime,
conditelo con musica d'organo, copritelo con una salsa d'annunciatore
saporito e servitelo cinque volte la settimana". Si era nel
1948 e sebbene le squame operistiche infuriassero alla radio,
alla televisione erano ancora alle prime armi. La casalinga americana
poteva allora scegliere tra una cinquantina di programmi che venivano
trasmessi ininterrottamente dalle 11 del mattino alle 16.30 del
pomeriggio durante la settimana lavorativa. Ma da dove era spuntato
tutto quel sapone?
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È
difficile indicare cone precisione quale sia stato il programma
contenente tutti i germi delle soap ancora in nuce. Di
solito si indicano "Clara, Lu, 'n' Em", "Painted
Dreams" o "The Stolen Husband" come
i primi programmi "soapy". Già i titoli contengono
le indicazioni essenziali: tre nomi di donne, sogni dipinti dalla
fantasia, naturalmente, e problemi familiari, ovvero il solito
triangolo sentimentale. Siamo negli anni Trenta e le soap, quasi
a lavare i brutti momenti della passata Depressione, invadono
tutta la nazione con le loro ottimistiche bolle piene di sentimenti
e di fiducia per il futuro, accompagnando come contorno non importante
ma così significativo la portata più succulenta
del New Deal rooseveltiano. I programmi durano solo un quarto
d'ora: non bisogn distrarre più di tanto l'attenzione della
donna americana, anche se continua a sognare a occhi aperti un
quarto d'ora dopo l'altro per tutta la giornata.
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Originariamente
erano marche di detersivi a patrocinare i programmi (Pepper
Young's Family, la storia dei vostri amici, gli Young,
offerta a voi da Camay, la saponetta che...; Life Can Be
Beautiful è un commovente messaggio di fede ricavato
dalla vita stessa o offertovi da Spic & Span; ...e adesso
Ma Perkins di Oxydol).
Poi, logicamente, subentrarono altri prodotti: in Stella
Dallas, basato sul romanzo di Olive Higgins Prouty, dopo
le frasi convenzionali l'annunciatore invitava a comprare
Buoni del Tesoro. |
| I
serial radiofonici iniziavano sempre con la voce dell'annunciatore
che con poche ma suadenti parole illustrava quanto stava per
entrare nelle orecchie degli ascoltatori. «Può
una ragazza semplice, nata in un paese di minatori del West,
trovare la felicità come moglie di un ricco nobile
inglese?», si sente in Our Gal Sunday; mentre
lo speaker di Rosemary proclama senza esitazioni che
«questa è la tua storia, questa sei tu!».
Questo tipo di prologo scomparve con l'arrivo delle soap alla
televisione, anche se, in alcuni casi, dovuti alla popolarità
del serial alla radio, la realizzazione visiva dello stesso
mantenne il logos pronunciato via radio. Tale è il
caso di Days of Our Lives che iniziava tanto nell'uno
quanto nell'altro mezzo con queste parole pronunciate da McDonald
Carey: «Come i granelli di sabbia nella clessidra, così
trascorrono i giorni della nostra esistenza».
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I
giorni e gli anni passavano e le soap trascorrevano la loro esistenza
partecipando sempre di più alle sorti della nazione. Alcuni
personaggi come Arthur Hughes, protagonista di Just Plain Bill,
uno dei primi serial ad andare in onda nel 1932, faceva ogni anno
un "discorso alla nazione" in data 4 luglio giorno dell'Indipendenza.
Così, Ma Perkins [3], interpretata per tutta una
vita dalla medesima attrice, Virginia Payne, ci rimise un figlio
nel secondo conflitto mondiale confermando i collegamenti "reali"
tra finzione romantica e sorti concrete della nazione. La clessidra
operistica stava volgendo al termine in tempo radiofonico. Già
nel 1947 e nel 1948, anni in cui la televisione americana trasmetteva
regolarmente le prime soap, i programmi alla radio ammainavano
bandiera e soltanto quattro soap rimasero in piedi fino al 1960,
anno in cui le reti televisive Abc, Cbs, Nbc mettevano in onda
un buon numero di serial drama. Le ultime quattro saponette ad
essere ascoltate furono Ma Perkins, Right to Happiness,
Young Doctor Malone e The Second Mrs. Burton, che
scompravero dall'aria nello stesso giorno, 25 novembre 1960.
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Fin
dai suoi primi inizi col mondo sentimentale delle soap, la televisione
mantenne invariata la loro struttura, adeguando le scene a uno
standard di facile produzione e concatenando "momenti decisivi"
agli intervalli pubblicitari. Le soap, che nella televisione hanno
raggiunto e conoscono tutt'ora [4]
il loro massimo apogeo, fin dai primordi radiofonici si sono caratterizzate
per il loro carattere estremamente popolare e, in parecchi casi,
decisamente camp e populistico nello stesso tempo. L'azione si
svolge prevalentemente in una cittadina, in una qualsiasi, ribadendo
con la scelta logistica quella del pubblico a cui il programma
è indirizzato. Non ha importanza lo Stato, basta che il
posto sia non tanto grande in modo da far partecipare alle puntate
quasi tutti i suoi abitanti. "Mi domando a volte se non ti
annoi a stare qui, a Dakdale. [5]
Abitare a New York o nella Costa è così eccitante",
confessa una delle protagoniste di As The World Turns alla
sua amica, la quale subito ha la risposta tipicamente 'soap' in
bocca: "Eccitazione è una cosa, veri sentimenti sono
un'altra".
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| I
personaggi 'soap' possono anche fuggire dai paesi per andare o in
Europa o nelle grandi metropoli, ma la loro fuga è puramente
temporanea: il loro cuore rimane sempre ancorato alla realtà
del posto. Port Charles serve da base per General Hospital;
Five Points, Selby Flats e Springfield hanno accolto i problemi
degli animatori di Guiding Light, nell'aria radiofonica dal
1937 e sullo schermo televisivo dal 1952; Fernwood è lo scenario
di Mary Hartman, Mary Hartman, ultima soap arrivata al tubo
catodico; Cape Canaveral, base missilistica, è stata usata
per Clear Horizon. |
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Effettivamente
il mondo del sapone è difficile immaginarselo in una grande
città dove i problemi dei protagonisti, di carattere squisitamente
sentimentale, scomparirebbero di fronte ad altri problemi, forse
più concreti, ma meno suscettibili di versamenti lacrimosi.
[6]
I
personaggi che animano il mondo romantico delle soap sono infiniti
come infinite sono le puntate. La loro mobilità dipende
spesso non solo dai gusti del pubblico, ma anche da quello dei
produttori; in un programma sipuò apparire per un solo
giorno o trascorrere tutta la vita davanti alle telecamere. General
Hospital conta ventitré attori fissi, ma un'altra trentina
di 'pazienti' s'alternano di giorno in gionro. The Guiding
Light supera la sessantina, così pure Peyton Place
e tanti altri.
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L'atomizzazione
dell'azione comporta logicamente una diluzione all'infinito o
quasi di tutti i problemi. Ciò che un buon drama o un western
risolvono in pochi minuti di dialogo, la soap ci impiega una settimana.
Caratteristica del mondo serial non è soltanto di disporre
di un nutrito cast ma anche di risuscitare attori nei modi più
impensati. Si può morire o riapparire sotto le vesti di
fratelli o sorelle gemelle: Joan Copeland in Love of Life,
dopo esser morta come Maggie, riappare nuovamente come Kay, sorella
gemella data per dispersa da tutti. Questa tendenza è strettamente
connessa con lo sdoppiamento di personalità che parecchi
characters soapistici svolgono nel corso delle puntate. Soapland
sembra essere abitata da vittime dell'amnesia. Spesso i protagonisti
persono conoscenza della loro realtà, crudele e poco sentimentale,
per acquisire con la perdita della ragione una nuova e più
romantica realtà. Tale perdita è dovuta quasi sempre
a fattori accidentali o a cause naturali: un incidente di macchina
(Althea Davis in The Doctors; Joe Riley in One Life
to Live) di aereo (Paul Raven in Love of Life). Tuttavia,
di quando in quando, i personaggi soffrono di tale perdita per
uno shock di guerra (Mickey Horton in Days of Our Lives)
o per qualche intervento operatorio e post-operatorio (Tommy Horton
e Amanda Howard in Days of Our Lives). Non solo: la perdita
della propria esistenza passata coincide spesso nelle soap con
interventi di personaggi che celano la loro 'vera identità'
sotto mentite spoglie. Questo avviene non solo per nascondere
un passato burrascoso, ma anche per condurre una doppia vita,
il che presuppone quasi sempre due mogli, due famiglie, ecc.,
dando vita a una specie di triangolo continuo e perpetuo. Le soap
riflettono così, in modo naîf, una forma di liberalizzazione
sessuale (lo scambio delle mogli molto di moda negli anni Sessanta).
In quasi tutte le principali soap vi sono composizioni triangolari-sentimentali
che conferiscono al tutto una perfetta geometria. I personaggi
principali sono così collegati l'uno all'altro in modo
indissolubile perché la corda è costituita dagli
affetti amorosi. È prevedibile, come in ogni buon melodramma
che si rispetti, l'infelicità del/della protagonista e
la ricerca di essa tra le braccia di un'altra persona, anche questa
infelice ma più comprensiva o illusa.
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I
cuori distrutti e i sentimenti infranti trovano nel mondo dei
serial la loro più giusta e scientifica soluzione tra le
esperte mani dei medici. I quali stanno ai serial, come i cavalli
i western. Senza di loro, o i loro consigli, il mondo 'soap' sembra
fragile. La scienza, rappresentata dalla classe medica, soccorre
i protagonisti, li consiglia, salva loro la vita o assiste impotente
alla loro morte. Il medico, da General Hospital dove tutti
sono medici e nurse, a Peyton Place, passando per una serie
infinita di soap-opera, stabilisce il chi, il come e il quando
dell'esistenza di una persona. Il fantasma della morte nelle loro
bocche è accettato senza discussione. The Doctors,
General hospital, Young Doctor Malone sono titoli
abbastanza significativi; ma ogni soap ha il proprio hospitl dove
si muore e si nasce, e dove i medici, nuovi confessori in camice
bianco, detengono il sapere collettivo della comunità:
il Memorial Hospital per As the World Turns; The Guiding
Light risolve parte dei propri problemi al Cendras Hospital
[7]; mentre il Riverside Hospital
serve da base per i protagonisti di Ryan's Hope; più
significativo è forse l'amore per la vita che dimostrano
i personaggi di Love of Live quando si rivolgono a Ted
Chandler, medico della Clynic for Sexual Disfunction. Il medico
è la voce off che analizza malattie e sentimenti dei protagonisti
e spesso è psichiatra dando così il tono delle sofferenze
dei personaggi 'soap'. Egli mette in vita figli, destinati forse
a essere protagonisti delle soap delle future generazioni, ma
può mettere fine pure alle apparizioni degli altri characters,
decretando la loro morte anche dal programma stesso.
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| Il
tono melodrammatico delle soap è senz'altro diverso da quello
vissuto dai suoi fans. I personaggi 'soap', anche se conducono una
vita 'normale', raramente vedono la televisione quando sono a casa:
c'è sempre per loro, beninteso, un posto dove andare a ballare
o a confessarsi eterni amori e tradimenti. Già nel proporre
all'interno dello show un locale dove ballare o bere l'ultimo drink
alla moda si può notare la differenza con le abitudini del
pubblico a cui si rivolge, il quale è sempre ancorato di
fronte allo schermo misurato in pollici. |
| I
programmi soap vengono registrati in tape dal vivo, con un
pubblico disposto a far la fila per le strade di Los Angeles
o New York pur di assistere di persona ai tormenti dei protagonisti.
i programmi mandati in onda riscuotono uno stabile successo
di pubblico nonché di critica. Spesso partecipano alla
premiazione degli Emmy e qualche volta li vincono (The
Doctors). Convegni mensili vengono tenuti in più
parti degli States mentre a New York, The Lombardy, un albergo,
viene affittato una volta all'anno da Procter & Gamble
per la riunione soapistica nazionale. Le guide televisive
includono regolarmente schede per districarsi meglio in questo
mondo 'soap'. Le pubblicazioni diventano sempre più
numerose, piene di nostalgia e di ricordi (The Soap Opera
Book, The Complete Soap Opera Book, From Ma
Perkins to Mary Hartman, ecc.). Ma forse quella più
significativa è quella che rimanda tutto quanto al
quiz. I sentimenti del passato o del presente, nella loro
evanescente composizione, si riducono a una semplice domanda;
e il "chi era stato questo o quel personaggio?"
sembra prendere l'avvento sui sentimenti rappresentati dalla
persona in questione. |
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Note
di CC:
1 - Il "New
Yorker" è una popolare rivista pubblicata
a New York.
2 - Ancora oggi, il simbolo di DOOL (Days of Our
Lives) è una clessidra.
3 - Una pagina su Ma Perkins: Radio
Hall of Fame
4 - Da ricordare che questo saggio è stato scritto
nel 1980
5 - Scritto così nel testo, è però
sicuramente un refuso di Oakdale.
6 - Questa affermazione è stata smentita nel 1987
con la creazione di The Bold and the Beautiful, soap ambientata
appunto a Los Angeles.
7 - Anche questo è un refuso. Il nome dell'ospedale
di Guiding Light è Cedars Hospital, i Cedri.
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